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Il Piemonte non scorda le vittime di Tito: alloggi popolari ai discendenti degli esuli

Si sblocca il vincolo di assegnare gli immobili solo agli esuli di allora, in modo da "sanare la grave ingiustizia degli espropri subiti dagli Italiani del Confine Orientale"

Il Piemonte non scorda le vittime di Tito: alloggi popolari ai discendenti degli esuli
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In Piemonte anche i nipoti degli esuli istriani, potranno ottenere le case popolari costruite per i loro nonni. A stabilirlo, per la prima volta in Italia, è il bando dell'Agenzia Territoriale per la Casa (Atc) della Regione Piemonte guidata dal presidente Alberto Cirio (foto), vicesegretario nazionale di Forza Italia. Anche i familiari e discendenti degli esuli defunti, potranno quindi accedere al bando per ottenere uno degli otto alloggi disponibili nel villaggio Santa Caterina a Lucento a Torino, legalmente destinate alle famiglie che fuggirono dalle bande comuniste titine alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Si sblocca così il vincolo di assegnare gli immobili solo agli esuli di allora, in modo da «sanare - spiega l'assessore regionale alla Casa Maurizio Marrone - la grave ingiustizia degli espropri subiti dagli Italiani del Confine Orientale che scelsero l'esodo per non cadere vittime del regime titino nell'eccidio delle foibe. Inoltre viene riconosciuto il ruolo delle seconde generazioni di giuliani e dalmati nati a Torino di preservare l'identità culturale di borghi come Santa Caterina a Lucento, salvaguardando il dialetto e le tradizioni tramandate con fierezza dai padri».

In Piemonte dal 2025 è possibile ottenere la «cessione in proprietà» delle case già

assegnate agli esuli e anche in questo caso la domanda potrà essere presentata da familiari e discendenti dei profughi e diventare finalmente proprietari delle case assegnate dopo l'arrivo a Torino dal Confine Orientale.

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