- Avete visto la pistola “a salve”, come titolavano ieri tutti i giornali, del tipo che brandiva il nordafricano di 28 anni colpito alla testa da un poliziotto che ha aperto il fuoco dopo avergli intimato l’alt? Perché bisogna vederla? Per evitare che qualcuno arrivi anche solo a ipotizzare che la storia del poliziotto del commissariato di Mecenate possa avere a che fare, anche lontanamente, con quanto visto a Minneapolis. Intanto perché le regole di ingaggio dell’Ice e quelle dei nostri agenti sono molto diverse, così come l’addestramento. E poi perché dobbiamo uscire un po’ dall’ipocrisia di pensare che forniamo le armi agli agenti solo per il gusto di tenerle nella fondina.
- La nostra polizia è armata perché l’arma serve a sparare, cioè a difendere l’operatore e chi gli sta intorno. Soprattutto in queste situazioni. Stando alle prime ricostruzioni, infatti, il poliziotto era impegnato in un’operazione antidroga a Rogoredo: lui e alcuni colleghi stavano controllando un pusher quando, dal nulla, al buio, è sbucato il 28enne che avanzava verso gli agenti. Questi gli urlano di fermarsi, si identificano, ma lui insiste e in mano ha una pistola scacciacani. In tutto e per tutto simile a una pistola vera, senza bollino rosso, carica sì a salve, ma certo questo il poliziotto non poteva saperlo.
- Bisogna uscire dall’ipocrisia di immaginare anche solo lontanamente che l’agente abbia fatto “male” a sparare. Perché se ti avvicini a un operatore delle forze dell’ordine con una pistola, a salve o meno che sia, o con un coltello, devi sapere che questi ha in dotazione un’arma per difendersi. Ed è legittimato a usarla. Ecco perché fa strano che il poliziotto sia stato indagato per omicidio volontario. Certo: con ogni probabilità poi arriveranno le scriminanti, ma il segnale che arriva alla pubblica opinione è abnorme.
- Dice il legale dell’agente: “Alle sei di sera, quando fa già buio, come fai a sapere se è a salve o no? Uno si gioca la vita. Se non è questo il caso della legittima difesa, allora ditemi quale è?”. Esatto: ditecelo. E poi partire dall’omicidio volontario sembra quasi che l’operatore sia andato in servizio per uccidere.
- Vi ricordo che Cerciello Rega, carabiniere, è morto colpito da alcune coltellate perché quella sera lui e il collega avevano lasciato altrove la fondina. E che Carlo Legrottaglie, anche lui dell’Arma, è morto a pochi giorni dalla pensione, colpito a morte durante un inseguimento. Non è fantascienza: succede che i malviventi siano armati e possano ammazzare un agente. Poco importa se l’arma era a salve, un giocattolo o finta: non ci si avvicina alle forze dell’ordine, in particolare al buio, con in mano un’arma. Se lo fai, ti assumi il rischio di ricevere una pallottola in testa. Punto.
- Roberto Vannacci registra un simbolo: Futuro Nazionale. Boh, magari mi sbaglierò, ma una cosa è fare un buon risultato alle elezioni europee quando sei al centro dell’attenzione pubblica e sali sul carro della Lega. Un’altra è costruire un partito in grado di contare qualcosa in Italia. Perché dovrei votare per il generale se già esistono, a destra, Fratelli d’Italia e il Carroccio? Prevedo un Monti bis.
- Non avrei mai detto, tempo fa, che un giorno saremmo arrivati al punto in cui la Giornata della Memoria avrebbe assunto un tono “minore” non per colpa dei “fasci” arrivati al governo, bensì dei loro più strenui oppositori.
È la sinistra, oggi, che prova più imbarazzo a denunciare l’Olocausto. Non la destra.- Meloni ha citato il fascismo sulle deportazioni. E mò? Come la mettiamo? Cosa le contesteranno?