Il pressing di Quagliariello in Rai per silenziare l'inchiesta scomoda

Lo scandalo del tesoretto della Democrazia cristiana si allarga

Il pressing di Quagliariello in Rai per silenziare l'inchiesta scomoda

Lo scandalo del tesoretto della Democrazia cristiana lanciato dal Giornale e dalla puntata di ieri di Report si allarga. Il senatore Ncd Gaetano Quagliariello (nella foto) ha chiesto di spostare a dopo le Europee la puntata incriminata della trasmissione di Milena Gabanelli, ricevendo in cambio «raccomandazioni» dai vertici Rai che l'immagine del suo partito sarebbe uscita pulita. Tutta colpa della presenza dello scudocrociato nel simbolo Ndc-Udc. «Noi con la vecchia Dc non c'entriamo nulla», dice l'ex azzurro. Nel mirino degli eredi «legittimi» della Dc ci sarebbe anche il Pd Nicodemo Oliverio, che dal 2009 è accusato di bancarotta fraudolenta, documentale e patrimoniale per la cessione come tesoriere ex Ppi e Margherita di Palazzo Sturzo dalla Ser Immobiliare per tre miliardi e mezzo di lire, immobile poi venduto dal Ppi nel 2007 per ben 52 milioni di euro. Ma i beni della mai defunta Dc sarebbero 380, tanto che un ex iscritto a Bari oggi presenterà un esposto in Procura per chiedere lumi sulla sede del Pd di piazza Moro, 22. Mentre l'avvocato Raffaele Lisi a Bari ha costituito l'Associazione degli ex iscritti Dc che conta su 2.800 iscritti ed è pronto a convocare un Congresso per rifare la Dc: «Il patrimonio? Prima ridiamo vita al partito poi se ne parla».

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