Processo Telecom, Tavaroli in aula Segui la diretta

Giuliano Tavaroli torna ad essere interrogato in aula in merito ai dossier illegali realizzati fino al 2004 dall'ufficio security da lui diretto

Processo Telecom,  Tavaroli in aula Segui la diretta

Cosa sapevano i vertici di Telecom dei dossier illegali realizzati fino al 2004 dall'ufficio security diretto da Giuliano Tavaroli?

Questa mattina Tavaroli torna ad essere interrogato nell'aula del processo per quei dossier: e proprio nel giorno in cui si apprende che la Procura della Repubblica di Milano ha chiesto di archiviare l'indagine a carico di Marco Tronchetti Provera, sospettato di essere il committente di parte dei dossier.

Non c'è alcuna prova che Tronchetti sapesse, sostiene ora la Procura. E Tavaroli, già interrogato la settimana scorsa, finora ha evitato di accusare il suo ex datore di lavoro.

10:34 Secondo la richiesta di archiviazione della Procura, Tronchetti e l'amministratore delegato Carlo Buora non potevano sapere con quali metodi Tavaroli eseguiva i compiti che gli venivano affidati e non possono quindi essere chiamati a rispondere dei reati commessi.

L'unica ipotesi di reato che resta aperta a carico di Tronchetti riguarda la ricettazione del materiale prelevato dagli archivi informatici dell'agenzia investigativa Kroll, che assisteva i rivali di Tronchetti per il controllo di Tim Brasile. Secondo quanto dichiarato da Tavaroli, l'operazione di "controsorveglianza" gli venne commissionata espressamente da Tronchetti e Buora.

11:00 L'udienza inizia con grande ritardo. Giuliano Tavaroli va a sedersi sulla sedia dei testimoni. Fuori dall'aula, il giornalista Paolo Mieli, anche lui citato a testimoniare, aspetta già da un'ora e mezza visibilmente contrariato. Di Marco Tronchetti Provera, anche lui citato come testimone per l'udienza odierna, invece non si vede traccia.

11:24 Tavaroli torna a parlare dei dossier realizzati su richiesta del presidente dell'Inter Massimo Moratti su Luciano Moggi e sugli uomini considerati a lui vicini. "L'attività - spiega - nacque per verificare notizie su possibili frodi sportive che erano venute da un arbitro (si tratta di Danilo Nucini, ndr). Vennero effettuate anche analisi del traffico telefonico di Luciano Moggi da parte di Adamo Bove (responsabile della sicurezza Tim, poi morto suicida). Tutti i risultati vennero poi portati a Giacinto Facchetti. Con Facchetti e Moratti c'era stato un incontro a tre all'inizio della vicenda, poi non so se Facchetti riferì le risultanze a Moratti".

11:32 Anche il dossier sull'Inter venne realizzato per conto di Tavaroli dall'investigatore privato Emanuele Cipriani. Su richiesta dell'avvocato di Cipriani, Tavaroli spiega che Cipriani e la sua agenzia Polis d'Istinto lavoravano per Pirelli "da prima ancora che io arrivassi in Pirelli e poi in Telecom. E l'azienda era perfettamente consapevole delle attività affidate a Cipriani, anche se non conoscevamo le persone che utilizzava per svolgere i compiti che gli venivano affidati". I rapporti di Cipriani venivano poi trasmessi e discussi con i dirigenti di Telecom che li avevano commissionati.

12:02 La prima operazione svolta per conto dell'Inter, spiega Tavaroli, fu l'operazione Care, che consisteva nel tenere d'occhio giocatori tra cui Vieri e Ronaldo. "L'Inter si rivolse a Tronchetti e a me, che misi in contatto Ghelfi con l'investigatore Cipriani".

12:07 Una serie di operazioni, spiega Tavaroli, fu svolta su richiesta di Tronchetti Provera: tra queste, l'indagine "Cocker" su Marco Squatriti, primo marito della moglie di Tronchetti, "a fini di tutela reputazionale", l'indagine "Macumba" su una cognata di Afef, o le indagini sulle presunte infedeltà di dirigenti del gruppo tra cui Riccardo Ruggiero, "che era bombardato di esposti anonimi". Ma in nessun passaggio Tavaroli accusa Tronchetti di essere al corrente delle modalità con cui le indagini venivano svolte "che a volte avevano profili di illiceità, altrimenti non saremmo qui".

12:54 Tavaroli racconta che Marco Tronchetti e Carlo Buora vennero fatti oggetto di un tentativo di estorsione: una mail chiedeva soldi in cambio del silenzio su conti correnti che entrambi avrebbero avuto all'estero. Tavaroli racconta di avere incontrato gli emissari del ricattatore. "Alla fine si spaventarono e lasciarono perdere". Le risulta che Tronchetti sporse denuncia? "Non ricordo".

13:14 Come già nell'udienza precedente, Tavaroli é apparso preoccupato soprattutto di riabilitare i suoi ex collaboratori finiti sotto processo: come l'investigatore Emanuele Cipriani, di cui dice " non mi é mai successo che un notizia portata da lui si rivelasse infondata"' e ha ribadito che tutti gli incarichi investigativi erano svolti nell'interesse di Telecom. Ma sulle responsabilità dei vertici Tavaroli non ha fatto rivelazioni sconvolgenti, e d'altronde nessuno degli avvocati ha mostrato particolari curiosità su questo tema.

13:47 Tra le poche domande del pm Stefano Civardi, una riguarda l'operazione Brothers, cioé il dossier sui fratelli di Afef Tronchetti. "Gli uomini che si occupavano della sicurezza di Tronchetti in Costa Azzurra ricevettero delle informazioni dai servi segreti francesi sui fratelli della moglie del dottore. Da qui nasce l'operazione Brothers che condivisi con il dottor Tronchetti".

E con questo é tutto: la testimonianza di Tavaroli è conclusa, e la vera storia dei dossier illegali di Telecom resta quella messa finora a verbale dall'ex capo della Security. Con molte spiegazioni attendibili e ampie zone rimaste inesplorate.

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