La prudenza del Cav piace, Pdl in crescita

Berlusconi fa l'equilibrista per puntellare il governo e non prestare il fianco a chi mal sopporta il matrimonio di interesse Pdl-Pd

La prudenza del Cav piace, Pdl in crescita

Roma - Il Cavaliere resta nel suo buen retiro in Costa Smeralda a tirare il fiato. Ma soprattutto dà l'input di smussare gli angoli su tutti i temi politici in campo. Fa l'equilibrista per puntellare il governo Letta e non prestare il fianco a chi mal sopporta il matrimonio di interesse Pdl-Pd. Un abbraccio che va stretto ad ampi settori di entrambi i partiti ma che resta senza alternativa. Anzi: la grossa coalizione è il male minore e può essere l'unica occasione per fare alcune riforme che stanno a cuore al Pdl o per scongiurare provvedimenti ostili quali quello sull'ineleggibilità.
Il Cavaliere guarda con più attenzione a ciò che unisce gli eterni avversari piuttosto che a ciò che li divide. L'obiettivo è arrivare a una pacificazione nazionale, nell'interesse più alto del Paese. Una strategia della responsabilità che sta dando frutti, guardando i sondaggi. Certo, la strada intrapresa da Berlusconi è faticosa. Fare buon viso al cattivo gioco di parte della magistratura e di ampi settori del Pd che fanno il tifo per le procure più faziose, pesa. Ma la linea resta quella. Così, per non soffiare sui tanti fuochi che covano sotto la cenere di un'alleanza innaturale, il Cavaliere predica prudenza. Ecco perché, per esempio, ha dato ordine di accantonare alcuni progetti di legge che continua a ritenere sacrosanti. Due esempi su tutti: quello sulle intercettazioni e quello sulla responsabilità civile dei magistrati. La giustizia è un campo troppo minato per poterlo percorrere assieme al Pd. Più o meno lo stesso discorso va fatto per il provvedimento sulle unioni gay. Su questo c'è un elemento in più da considerare. Il tema da sempre scalda i cuori di larga parte della sinistra. E se personalmente non sia contrario al riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, il Cavaliere preferisce frenare. Un po' perché non tutto il Pdl è disposto a spingersi fino al riconoscimento delle coppie gay; un po' - e soprattutto - perché in Parlamento, su questo argomento, ci sarebbe una maggioranza vastissima ma differente a quella che sostiene il governo. Insomma, essere determinanti nel creare un precedente di una maggioranza variabile potrebbe essere pericoloso. Meglio non sdoganare, quindi, qualsiasi forma di intesa con la sinistra più estrema e/o con i grillini.
E poi le questioni prioritarie per questo governo restano quelle economiche. Sull'Imu Berlusconi può legittimamente dire «ho vinto io». Ma la strada è ancora in salita. I conti sono conti e sul calo delle tasse le battaglie da portare avanti sono tante. C'è da scongiurare l'aumento dell'Iva; c'è da strappare il definitivo addio all'Imu sulla prima casa; c'è da rivoluzionare il sistema burocratico italiano consentendo che dalle autorizzazioni preventive si passi ai controlli successivi; c'è da smontare la riforma Fornero per introdurre la detassazione per chi assume giovani e disoccupati. Insomma, di carne al fuoco ce n'è parecchia e su molti temi ad avere più difficoltà sarà il Pd più che il Pdl. Ma è solo cercando di non aizzare gli animi che si potranno raggiungere risultati.

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