Quelle sparate sui condoni (che ha sfruttato)

Grillo ha sanato due volte la sua posizione, però da sempre condanna chi lo fa

Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo
Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo

RomaNel 2006 lo spunto erano stati i ladri di tartarughe. Raccontava Beppe Grillo di essere andato a spasso con i figli in una riserva vicino a Massa Marittima. E lì, oltraggio alle persone perbene, i visitatori erano circondati da cartelli che invitavano a lasciare borse e zainetti all'ingresso. Il motivo? I ripetuti furti di testuggini. Ecco, l'italiano medio è proprio un ladro di tartarughe. E poi «abusivo e condonista», condannava Grillo in una lunga lettera contro la medietà qualunquista. Prima di quell'anno, come ha ricordato ieri il Giornale, la società dei fratelli Grillo Gestimar si era già avvalsa di ben due condoni tombali grazie alla legge del governo Berlusconi. Tutto ai sensi di legge, ma senza dubbio una bella contraddizione per il fustigatore delle scorciatoie. Il leader del MoVimento cinque stelle aveva ammesso in parte la questione in un'intervista in occasione del V-Day di Bologna, spiegando che tutto si riduceva a una somma di 500 euro. Ma ha continuato a picchiare a destra e a manca contro le sanatorie e chi ne usufruisce. A Ischia, scriveva ancora Grillo nel 2006 sul blog, «una famiglia è rimasta sepolta dal crollo di una casa costruita abusivamente e in attesa di condono». Ironizzava sul sindaco che l'aveva definito un «abusivismo di necessità». Difendeva la bella isola: «Chi l'ha ridotta così?...I sindaci che chiudono gli occhi, i condoni che umiliano i cittadini onesti?»:
Nel 2009, nel periodo del condono fiscale, il comico genovese titolava sempre sulla sua vetrina telematica: «È l'opposizione che fa il governo porco». Si scagliava quindi contro i parlamentari di minoranza: «Se i 280 deputati di Pd, Idv e Udc fossero stati presenti, lo Scudo Tremorti sarebbe stato bocciato. Ma erano al ristorante, forse ad Arcore per pubblicare un libro con Mondadori». Questo «condono di Stato - martellava - è, fino a prova contraria, un condono alle mafie». E pure contro il ministro che in fin dei conti aveva varato la legge di cui lui stesso si era avvalso, ovvero Giulio Tremonti, Grillo ha sempre sparato sentenze. Il 13 gennaio del 2012: «Che fine ha fatto Tremorti? E lo Scudo Fiscale? E i condoni? E i conti dormienti? Indimenticabili, magici, momenti!». Il 29 aprile ancora imperversava: «Scudo fiscale, fuori i nomi! Se due indizi fanno una prova, si può dire che lo scudo fiscale è stato usato anche per ripulire i finanziamenti elettorali dei partiti».
La carrellata è lunga. Sedici maggio del 2012: «Il cittadino deve sentirsi protetto dallo Stato, uguale di fronte alla legge, rispettato come contribuente, non preso per il culo da una serie infinita di condoni e dallo Scudo Fiscale». Ce n'è anche per il centrosinistra. Sanatorie, condoni, e non importa in quali settori: edilizia, fiscale, giustizia. Chi ne usufruisce è corrotto. Il 15 agosto del 2008, a difesa dei poliziotti che «rischiano la pelle», Grillo ricordava: «Anche il centrosinistra ha fatto la sua parte con il condono del 2006, atto dovuto. Come i gatti di notte sono tutti grigi, gli amministratori pubblici corrotti sono di tutti i partiti». Il 25 aprile dello stesso anno, parlando di chi vuole aprire un agriturismo: il cittadino che vuole lanciarsi in quest'avventura «deve costruire abusivamente, non denunciare l'immobile al catasto. E, ad avvio attività, evadere tutto e aspettare il condono. Vivere in Italia è un piacere, il piacere della disonestà».

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