Silvio Mondelli è uno scampato. Come l'altro italiano e compagno di tenda Christian Gobbi. Alberto Magliano, si trovava nella tenda accanto con lo sherpa, anche lui morto.
«Sì sono satato fortunato», racconta ai microfoni di RaiNews24. «C'erano 25 o 30 tende», precisa Mondelli. «Io e il mio compagno fortunati, perché dopo una caduta di 200 metri dentro la tenda, la valanga ci ha buttato fuori - ha raccontato l'alpinista, anche lui un habituée della montagna - la cosa brutta è che tante tende sono rimaste sotto, come quella del nostro compagno». La sfortuna per Magliano - secondo Mondelli - è quella di avere avuto accanto le bombole di ossigeno, le quali avrebbero appesantito la tenda, trascinata a «circa 800 metri a fondo valle».
Il racconto dell'alpinista è lucido e tragico allo stesso tempo: «Erano le 4.20 - ricorda - stavo per uscire a fare un bisogno. Si è sentito un rumore assordante e non abbiamo più capito niente. Con Christian, ci siamo ritrovati travolti e copiti da blocchi di ghiaccio e neve. Dopo 200 metri la valanga ci ha buttato fuori dalla tenda. Non potevamo muoverci perché era buio, eravamo senza scarpe, senza niente - ha spiegato - abbiamo dovuto aspettare il giorno e costruirci delle scarpe».
«I soccorsi sono arrivati dopo 4 ore, tutti si sono uniti per cooperare: Ogni cosa che spuntava fuori dalla valanga è stata ritrovata, tra cui la tenda del nostro compagno, purtroppo sia lo sherpa, sia Alberto erano morti». «Io e Christian stiamo bene, siamo arrivati al campo base poco fa - ha raccontato ancora Mondinelli.
IL RACCONTO DEI COMPAGNI SCAMPATI «Un boato nella notte, noi salvi per miracolo dopo un volo di duecento metri»
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