Imu, via la rata di giugno per decreto, operazione da tre miliardi

Serve una nuova manovra. Ma Fassina frena: "Meglio evitare l'aumento dell'Iva"

Imu, via la rata di giugno per decreto, operazione da tre miliardi

Giampaolo Baretta conferma l'indiscrezione che circola dal giorno della fiducia al governo Letta: per rispettare gli impegni assunti è necessaria una manovra - dice il sottosegretario all'Economia - da 6-7 miliardi. E fa i conti. Per reperire i finanziamenti necessari per prorogare la cassa integrazione in deroga servono «più di 1,5 miliardi; per sospendere l'Imu di giugno bisogna trovare tra i 2 ed i 3 miliardi. E per coprire lo stop dell'aumento Iva di luglio servono circa 2 miliardi di euro».

Il sottosegretario elabora le sue stime su base semestrale. In realtà, gli interventi a cui bisogna dare copertura vanno calcolati su base annua. Pertanto, le somme da reperire sono pari al doppio: 12-14 miliardi. Visto che il decreto che il governo si accinge a varare entrerà in vigore a giugno. «Stiamo facendo i conti», osserva Baretta. «Soprattutto per verificare l'ammontare del mancato introito dei Comuni», per la sospensione della rata dell'Imu.

E di Imu parla anche un altro esponente del ministero dell'Economia, il viceministro Stefano Fassina. «Partiamo dal fatto che abbiamo posizioni diverse e che questo è un governo di compromesso - dice Fassina al Tg3 -, possiamo quindi trovare un compromesso utile, non per il Pd o il Pdl, ma utile per chi lavora, utile per chi fa impresa e utile per le famiglie. Più difficile cancellare del tutto la tassa sugli immobili, secondo l'esponente Pd. «Io ne faccio un discorso pratico: se improvvisamente abbiamo trovato 10-12 miliardi da spendere possiamo abolire l'Imu, ma non sarà così».

Aprendo alla riduzione della pressione fiscale su altri fronti: «Meglio evitare l'aumento dell'Iva che pesa sui consumi e quindi sull'attività produttiva delle imprese e sul lavoro e cancellare l'aumento dei ticket previsto per il 2014. Queste misure sarebbero più eque e utili all'economia. Non possiamo parlare in modo astratto: anche noi in campagna elettorale abbiamo proposto di intervenire in modo incisivo sull'Imu, innalzando la detrazione per la prima casa da 200 a 500 euro. Ma parliamoci chiaro, dal primo luglio avremo un aumento dell'Iva che vale 4,5 miliardi; dal primo gennaio 2014 un aumento dei ticket sanitari che vale 2 miliardi. Che senso ha togliere l'Imu e far risparmiare a una famiglia 100 euro all'anno quando noi poche settimane dopo gli facciamo pagare l'Iva che costa in media 200 euro all'anno, più i ticket?».

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