Recuperato il corpo dell'ottava vittima E la Procura cerca altri colpevoli

GenovaAltri avvisi di garanzia in arrivo per la tragedia del porto di Genova. Dopo il comandante della nave Jolly Nero e il pilota che gestiva la manovra di uscita, la procura è pronta a iscrivere nel registro degli indagati altre persone, confermando che le ipotesi per spiegare quanto accaduto vanno ben oltre quella della semplice avaria. Sembra già accertato che a bordo del cargo fossero più d'una le cose che non funzionavano, ad esempio gli apparati radio per le comunicazioni interne.
Ma i pm intendono verificare anche le condizioni di sicurezza del porto, della costruzione della torre crollata, dell'intera nave. In questo senso ieri è stato anche il giorno delle polemiche, segno di possibile preoccupazione tra i vari «protagonisti» del disastro. La Messina, compagnia proprietaria della Jolly Nero, ha accusato apertamente i rimorchiatori di non essere stati in grado «in quelle condizioni meteo-marine ottimali, di tenere una nave lontana dalle banchine».
Accuse rispedite al mittente dal comandante dei rimorchiatori: «Non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione di allarme» dalla nave in tempo utile. Quando la nave era a 150 metri dalla torre, il comandante del rimorchiatore di poppa ha iniziato a preoccuparsi per la mancanza di ordini. In serata intanto è stato individuato e recuperato dai sommozzatori anche il corpo di uno dei due dispersi. Si tratta di Francesco Cetrola, uno dei due marinai della Guardia costiera che mancavano all'appello.

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