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Referendum, bufera sul video del Pd con gli azzurri. Nordio: "Basta fake news"

Intanto il deputato forzista Enrico Costa attacca il Pd per aver sfruttato le immagini degli atleti olimpionici di curling per fare propaganda per il No

Referendum, bufera sul video del Pd con gli azzurri. Nordio: "Basta fake news"
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Le Olimpiadi irrompono, loro malgrado, nella polemica politica sul referendum sulla giustizia dopo che il Pd ha postato sui social un video (poi subito rimosso) dei campioni olimpici di curling per fare propaganda per il No.

"Io vedo che in questi giorni circolano o delle fake news o dei post fatti anche con l'intelligenza artificiale che alterano quella che è la razionalità e anche la pacatezza di quello che dovrebbe essere un dialogo su una riforma che è in piena aderenza alla Costituzione", ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine di un incontro sulla riforma della giustizia alla Link Campus. Il ministro ha poi aggiunto: "Ne hanno fatto uno anche su di me, che è stato smentito in cui si diceva che avrei affermato a La7 e a Panella che i pm e i giudici sarebbero finiti sotto il controllo dell'esecutivo, che è esattamente il contrario di quello che ho detto". Nordio ha ammonito: "Bisogna essere preparati, non dico rassegnati, ma preparati a queste fake news che sono dei giochi abbastanza scorretti per orientare gli elettori in un modo fazioso”. Il ministro si è augurato “che il dialogo si tenga in termini razionali, in termini istituzionali, in termini giuridici". E ancora: “Non è una riforma sovversiva, non ci sono attentati alla libertà, alla democrazia come qualcuno dice. Purtroppo - conclude Nordio - se, come pare, accada, viene politicizzato e radicalizzato questo referendum, allora è inevitabile che gli animi si accendano, ma io spero il contrario".

Forza Italia ha chiesto al ministro dello sport Andrea Abodi di venire alla Camera per rispondere a una informativa urgente sul post "comparso su un account del Partito democratico e che ha sfruttato le immagini di un evento sportivo, l'Olimpiade, della maglia azzurra, per associarle ad un invito al voto referendario: uno scivolone da parte del Pd". Ad annunciarlo, nel corso del suo intervento in Aula, è il deputato azzurro Enrico Costa che ha aggiunto: "Avevamo capito che i sostenitori del no non si sarebbero fatti scrupoli ad utilizzare argomenti del tutto estranei, ma mai avremmo pensato che sarebbero giunti al punto di utilizzare a fini di propaganda la maglia azzurra, le Olimpiadi, lo sport”. Costa, poi, ha concluso chiedendosi: “Come si fa a piegare lo sport a fini divisivi?".

"Sporcare le olimpiadi con una propaganda ridicola strumentalizzando i nostri atleti può appartenere solo a chi, nella disperata caccia al consenso, ha perso il senso della misura”, gli fa eco il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Il deputato azzurro, poi, attacca: “Si tratta, purtroppo, di un metodo: fuggire dal confronto, evitare di intervenire nel merito sulla riforma della magistratura e spargere piuttosto il terreno di enormi bugie e falsità”. Mulè critica “lo ‘stile’ del Partito Democratico” e conclude: “Si può sperare solo che alla tregua olimpica riescano d'ora in poi ad affiancare la tregua dalle menzogne".

Sul caso interviene anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana che attacca: "Non c'è da ridere su queste cose. Siamo entrati in un periodo di barbarie intellettuali tremende”. Secondo Fontana, “purtroppo, la battaglia che si sta combattendo sul referendum vede una parte, purtroppo anche una parte dei giudici, persone nelle quali dovremmo avere maggior rispetto, che ha iniziato una campagna fondata sulle bugie. Questa è la conseguenza". Il governatore della Lombardia evidenzia anche il fatto che "utilizzano, raccontando una bugia, anche la credibilità di due atleti che non avevano nessuna intenzione di mettersi a disposizione”. E aggiunge: “È grave perché il referendum è uno strumento di democrazia, tutte le forze politiche dovrebbero mettere a disposizione l'impegno massimo di mettere i cittadini nel modo migliore, non raccontando bugie".

Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, sentito da ilGiornale.it, attacca: “I propagandisti del No sono davvero messi male. Non avendo argomenti, attribuiscono a un eroe morto come Falcone opinioni opposte a quelle che aveva, inventano di sana pianta il controllo del governo sui Pm dimostrando di non conoscere la Costituzione, danno del fascista ai sostenitori del Sì, imponendo così la camicia nera a diversi loro parlamentari oltre a tante grandi personalità della sinistra come Barbera e Salvi. Ora anche l’uso non autorizzato dell’immagine di due bravissimi atleti! Che si inventeranno ancora? Che se vince il Sì arriva l’invasione delle cavallette?”.

Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia non ha dubbi: “Il Pd, così sollecito a imbastire gazzarre insieme ai media amici quando c’è da delegittimare esponenti considerati vicini alla destra, si conferma nella realtà dei fatti campione insuperabile di gaffe”. Secondo Speranzon, “aver arruolato due atleti azzurri, loro malgrado, nella campagna per il No al referendum sulla giustizia è soltanto l’ultimo vergognoso episodio". E ancora: “Il caso del post sui canali social Dem rischia di aver turbato i nostri atleti impegnati a onorare il Tricolore alle Olimpiadi invernali e si aggiunge alle innumerevoli fake-news che stanno propinando contro la riforma della Giustizia. Per restare in tema sportivo, - conclude Speranzon - il Pd si dimostra una squadra davvero raffazzonata”.

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori azzurri, attacca la “vergognosa e penosa speculazione del Partito democratico che ha utilizzato l'immagine dei campioni olimpici degli sport invernali per la sua campagna di menzogne sul referendum”. Gasparri sottolinea che la rimozione del post e le scuse del Pd non cancellano “l'indignazione di tutto il mondo dello sport di fronte a questa iniziativa sbalorditiva e davvero indice di un intento speculativo basato sulla malafede".

E poi sentenzia: “Il Partito democratico ha dimostrato, ancora una volta, di quale pasta sia fatta la sua falsa propaganda e di quali capacità speculative e offensive sia capace la sua organizzazione”. Il capogruppo dei senatori azzurri chiosa: “In questo modo hanno sollevato l'indignazione di tutto il mondo dello sport che adesso sa, una volta di più, con chi ha a che fare. Con delle persone veramente vergognose”.

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