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Referendum, Nordio: "Se vince il no, l'ala estrema della magistratura ipotecherà la politica"

Il Guardasigilli ammette: "Abbiamo tutti esagerato nei toni". Poi smorza le polemiche: "Sono in perfetta e rispettosissima sintonia con il Presidente della Repubblica"

Referendum, Nordio: "Se vince il no, l'ala estrema della magistratura ipotecherà la politica"

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torna a parlare del referendum al forum organizzato dall'agenzia Ansa. "Abbiamo tutti esagerato nei toni", ammette, auspicando che il "confronto avvenga in termini pacati, razionali ed esclusivamente sui contenuti". "Qualche tono nei confronti del governo, e anche nel mio - ha ribadito - è stato particolarmente antipatico, soprattutto quando arrivava da magistrati". Quanto all'esito del referendum, il Guardasigilli si è detto "arcisicuro" che vincerà il Sì. E in ogni caso il governo "non ha paura di perdere": "il governo non ha bisogno, il Parlamento non ha bisogno di essere rinforzato da una vittoria".

"In questo dibattito ognuno ha i suoi testimonial - prosegue il ministro - tutti rispettabili. Nel contenuto vorrei sapere da dove traggono la conclusione che vogliamo limitare l'autonomia della magistratura o sottoporlo al potere esecutivo". Entrando nel merito della riforma su cui gli italiani saranno chiamati a esprimersi tra poche settimane il Guardasigilli spiega: "Abbiamo elevato il pubblico ministero allo stesso livello del giudice come indipendenza ed autonomia. Per ora nessuno può in buona fede sostenere che da questo testo si possa estrapolare qualcosa del genere".

"Quando gli italiani avranno confermato con il sì questa legge costituzionale - argomenta il Guardasigilli - noi il giorno dopo apriremo un tavolo di confronto, di discussione, di dibattito, di dialogo, con la magistratura, con l'avvocatura, con il mondo accademico, per trovare nelle norme di attuazione il più possibile elementi di incontro. Perché - aggiunge - saranno delle norme estremamente importanti che però non potranno mai andare contro il dettato costituzionale che vincola loro, come vincola noi, al principio dell'assoluta indipendenza e autonomia della magistratura".

Nordio approfitta del dibattito per confermare la massima sintonia con il Quirinale. "Spero che questa polemica sia chiusa e sono in perfetta e rispettosissima sintonia con il presidente della Repubblica" Sergio Mattarella. "Sono dispiaciuto - prosegue - perché l'intervento, che ripeto, io condivido e per il quale ringrazio il Presidente della Repubblica, è stato interpretato come una sorta di rimprovero per una frase che era stata attribuita a me e che effettivamente ho pronunciato io, ma non in quanto mia. Io avevo citato una espressione di un noto magistrato". Dunque, conclude il ministro, "spero che questa polemica sia chiusa".

Durante Tangentopoli, prosegue Nordio, "eravamo aggrediti da tutta la politica", c'era chi diceva "Nordio un'altra toga rossa" Il ministro ricorda quanto nel 1994 indagava sulla tangentopoli veneta e, da "notoriamente liberale, ho indagato e portato a processo Bernini e De Micheli". "Eravamo tutti aggrediti - ha aggiunto - e quindi eravamo molto uniti. In quel momento la cosa più importante era di portare avanti le inchieste senza aggressione da parte della politica".

"Con un 'sì' le cose cambierebbero in meglio con la magistratura" ma "se dovesse vincere il 'no' sarebbe una vittoria dell'ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica", ha dichiarato il ministro.

"Se dovesse vincere un 'no' temo - prosegue Nordio - che politicizzandosi il referendum anche attraverso l'intervento molto forte dalla magistratura e come temo continui a fare, la politica in generale sarebbe sconfitta. La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l'ipoteca sulla politica".

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