Renzi cambia i vertici dei colossi statali

Quasi fatta per Descalzi all’Eni e Starace all’Enel. In ballo vertici di Poste e Finmeccanica. I nomi a Borse chiuse

Renzi cambia i vertici dei colossi statali

È da almeno un paio di lustri che i principali colossi, di cui lo Stato è ancora l'azionista di riferimento, non sperimentano un autentico ricambio nominale e generazionale. Ad eccezione dell'amministratore delegato di Terna, il 50enne Flavio Cattaneo, i vertici delle holding sono in mano a ultra sessantenni a cui il premier Matteo Renzi vuole dare il ben servito dando, una volta per tutte, un segnale di discontinuità col passato. Perché, al di là dell'età, molti dei manager in scadenza hanno già completato tre mandati triennali. E così, a mercati chiusi, dovrebbe arrivare la short list del Tesoro coi nuovi dirigenti di Eni e Finmeccanica. Le assemblee delle due società sono, infatti, già state fissate l’8 e 9 maggio e l’obbligo di comunicazione scatta a 25 giorni dall'assemblea.

Qualche tassello nella complessa partita inizia a definirsi. In mattinata Renzi è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, subito dopo, ha a sua volta ricevuto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Palazzo Chigi. Un faccia a faccia, quello col titolare del Tesoro, che è andato avanti per oltre quattro ore. Sul tavolo, appunto, il puzzle delle nomine ai vertici delle aziende pubbliche. L’attesa per conoscere tutti i nomi dei nuovi "capi" dei maggiori gruppi pubblici potrebbe però essere anche più lunga. Se domani la scadenza obbligatoria è per Eni e Finmeccanica, per Enel e Terna, ad esempio, c’è più tempo, dal momento che le convocazioni per gli azionisti sono fissate al 22 e al 27 maggio, anche se non è ancora escluso che, come in passato, la comunicazione del Tesoro sia unica e le comprenda tutte. Per la guida di Enel è in pole position Francesco Starace, attualmente amministratore delegato della controllata "verde" Green Power, mentre appare quasi scontata la promozione di Claudio Descalzi dalla poltrona di direttore generale a quella di amministratore di Eni.

Oltre al ricambio generazionale la novità è anche "rosa". "Vogliamo fare una rivoluzione culturale - ha commentato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio - per questo puntiamo a promuovere le donne, fino ad arrivare a una sostanziale parità di genere nelle nomine. Lo facciamo per colmare un ritardo italiano che è di almeno 30 anni rispetto ad altri Paesi". Nelle ultime ore sono già circolati i nomi dell’ex ministro Paola Severino ed Emma Marcegaglia, industriale ed ex numero uno di Confindustria. Ma questi nomi potrebbero essere frenati da problemi legati a possibili conflitti di interesse. Circola anche il nome dell’attuale numero uno di Olivetti, Patrizia Grieco, indicata alla presidenza di Enel al posto di Paolo Colombo. Per Terna una donna potrebbe arrivare alla presidenza, anche se non è da trascurare la possibile conferma di Luigi Roth, mentre l'amministratore delegato sarebbe Aldo Chiarini, attuale numero uno di Gaz de France Italia.

Cambio della guardia in vista anche a Finmeccanica, tranne che per la presidenza alla quale è ormai certa la conferma dell’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Per la poltrona di amministratore delegato (ora di Alessandro Pansa) all’ultimo momento è spuntato il nome dell’attuale ad di Fs, Mauro Moretti. Si fanno anche i nomi di Giuseppe Giordo (Alenia) e Francesco Caio, mentre perderebbe quota Domenico Arcuri. Giuseppe Recchi, presidente di Eni, potrebbe essere sostituito da Elisabetta Belloni (in arrivo dalla Farnesina), Paola Severino o l’ambasciatore Giampiero Massolo, attuale direttore del Dis, ossia l’organismo di coordinamento dei servizi segreti. "Renzi vuole fare anche le Poste - ha annunciato Delrio a Repubblica - per dare il segnale di un governo che affronta subito i nodi". Al posto di Massimo Sarmi viene indicato lo stesso Francesco Caio. Ma si fanno anche i nomi di Monica Mondardini (accostata anche alla presidenza di Eni) e Bianca Maria Farina, che potrebbero ricoprire un ruolo operativo. Se si concretizzasse il passaggio a Finmeccanica, Moretti lascerebbe il posto alle Fs a Domenico Arcuri in arrivo da Invitalia.

L'operazione di rinnovamento rischia di costar davvero cara. Renzi dovrà, infatti, tener conto delle buonuscite. L'Espresso ha, infatti, calcolato che la buonuscita di Conti dall'Enel dovrebbe ammontare a 6,4 milioni e quella di Scaroni dall’Eni a 8,3 milioni. Sommando tutte le liquidazioni dei manager in scadenza, lo Stato dovrebbe arrivare a 25 milioni di euro. Tutte cifre stabilite da contratto.

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