Renzi: "Se il Pd vuole cambiare sono qui. Si faccia il congresso"

Il sindaco di Firenze rilancia la sua candidatura e punta il dito contro il Pdl: "un leader condannato è finito". Bersani? "Ha dimezzato gli iscritti"

Renzi: "Se il Pd vuole cambiare sono qui. Si faccia il congresso"

"È arrivata una sentenza definitiva che ha detto che è colpevole". Dallo studio di Porta a Porta, Matteo Renzi attacca il Pdl e punta il dito contro Berlusconi, che "la ritiene una sentenza ingiusta", mentre "altri pensano che sia sacrosanta". E dice che "in un qualsiasi Paese dove un leader politico viene condannato, la partita è finita. Game over".

Il sindaco di Firenze lancia anche un monito al suo partito, a cui ricorda che "lo statuto dice che ogni 4 anni devi fare il congresso" e dunque è fondamentale che si faccia. Così come è limpido su un altro punto, ovvero sul fatto che per il suo schieramento rappresenta e vuole rappresentare un cambiamento. E se la prende con Pierluigi Bersani: "È riuscito quasi a dimezzare gli iscritti, si sono persi 3,5 mln di voti e ci è toccato di perdere le elezioni. Poi mi spiegate la differenza tra non vincere e perdere".

Alle primarie, ricorda Renzi, se i cittadini "vogliono un cambiamento radicale devono votare me", e comunque il centrosinistra. Per il rottamatore "in questo momento con Grillo sul tetto ed il Pdl alle prese con la decadenza di Berlusconi, noi possiamo occuparci dell'Italia".

Renzi ha qualche rimostranza da fare al governo Letta, che "su alcune cose sta facendo dei primi passi, su altre deve essere più coraggioso: la semplificazione della burocrazia, la riforma del fisco". Perché "questa storia del governo che dura è un tic andreottiano", mentre "l'italiano vuole che faccia non che duri". Il sindaco fiorentino ne ha anche per il vicepremier Angelino Alfano. "Non basta - dice - faccia un tweet sull'Imu". "Non è che se 10 anni fa pagavamo l’Ici e l’anno prossimo pagheremo la service tax, non paghiamo più. Non è che in inglese non si pagano le tasse".

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