Renzi in visita in Tunisia. Snobberà la tomba di Bettino Craxi?

Polemiche sulla visita che il presidente del Consiglio fa oggi a Tunisi. Stefania Craxi gli ha chiesto di visitare la tomba del padre

Renzi in visita in Tunisia. Snobberà la tomba di Bettino Craxi?

La sinistra italiana non ha ancora fatto i conti con l'eredità politica di Bettino Craxi. Al punto che, nell'ultimo congresso del Pse, svoltosi a Roma nei giorni scorsi (che ha sancito l'ingresso nel Pd nella famiglia socialista europea), nessuno ha ricordato neanche di striscio l'ex leader socialista. Un'altra prova di questo oblio è data dal programma della visita ufficiale che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fa oggi in Tunisia. Previsti diversi incontri: quello con Moncef Marzouki, presidente ad interim della Repubblica tunisina; l'incontro con esponenti femminili della società civile; con il primo ministro e con il presidente dell’Assemblea costituente, Mustapha Ben Jaafar. Chiuderà la giornata un incontro, nella residenza dell'ambasciatore italiano a Tunisi, con una rappresentanza di imprenditori italiani che operano nel paese africano, alla presenza del presidente della Confindustria tunisina, Whaida Boucha Maoui. Salvo sorprese dell'ultim'ora non è in programma alcuna visita alla tomba dell'ex presidente del Consiglio italiano, sepolto nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet.

Stefania Craxi ha invitato Renzi a recarsi sulla tomba del padre. Commentando questa richiesta Mauro Del Bue, direttore dell'Avanti! online, sottolinea che "sarebbe un atto di solidarietà umana, prima che politica, di un presidente italiano a un suo predecessore, al di là delle condivisioni politiche e del giudizio sulle questioni giudiziarie. Renzi mostrerebbe una sensibilità diversa rispetto ai precedenti presidenti italiani. E dopo aver pilotato l’ingresso del Pd nel Partito socialista europeo, e credo anche nell’Internazionale della quale Craxi era vice presidente, troverebbe un altro e forse decisivo aggancio col mondo socialista italiano".

Ma Renzi avrà il coraggio di rompere questo tabù? "Ho qualche dubbio - osserva Del Bue - ma spero di ricredermi... Renzi é troppo attento ai sondaggi, non ha il gusto e la temerarietà di sfidarli e orientarli diversamente con l’azione politica. Pare anche lui, come Berlusconi, troppo attratto dalla dimensione estetica della politica, i volti nuovi, le facce pulite, le donne carine, i sottosegretari con lo zainetto, i successori a sindaco con la giacchettina e la cravattina e il ciuffettino, per osare tanto. E tutto sommato, anche se non seguirà il nostro consiglio, non perderà un punto nella classifica del più amato dagli italiani".

Nei giorni scorsi il senatore Lucio Barani (Gal), si era detto lieto di "accompagnare Renzi in Tunisia, così da mostrargli dove è sepolto Bettino Craxi, quello si un grande Presidente del Consiglio da cui il segretario del Pd avrebbe tanto da prendere ad esempio, a cominciare dall'opportuno rispetto, anche lessicale, che si dovrebbe avere nei confronti delle aule parlamentari, rappresentazione democratica di tutti i cittadini''. Aveva commentato così un passaggio del discorso del premier alla Camera dei deputati, dove era in corso la discussione sulla fiducia al governo. ''Gli mostrerò - aveva concluso - dove i predecessori suoi e del suo partito l'hanno lasciato morire abbandonato alle sofferenze della malattia''.

Su Twitter Bobo Craxi aveva risposto a Barani in questo modo: "Il premier che aderirà al Pse deve rendere omaggio ad un ex premier, fondatore del Pse, spontaneamente, non perché provocato". E Barani aveva replicato: "E’ importante che ci vada".

"Non vorrei - conclude il direttore dell'Avanti! nel suo editoriale - che mentre si scoprono vecchie figure forse anche ingiustamente trascurate, e si rivaluta perfino Cencelli assieme a quell’Acerbo che stese il testo della legge fascista del 1923, il solo Craxi restasse ancora sul banco dei reprobi a pagare un prezzo che la sua lontananza dall’Italia e la sua morte non hanno ancora esaurito. Dopo la condanna a morte anche la condanna ad aeternum..".

La questione, oltre che sentimentale (per i figli e i nostalgici di Bettino) è prettamente politica. Renzi lo sa bene. Ma è difficile che scelga di compiere un gesto che probabilmente non gli porterebbe alcun vantaggio in termini di consenso. Potrebbe, però, farlo lo stesso, stupendo tutti. E dando un altro segnale alla sinistra post comunista che ancora oggi lo guarda con sospetto.

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