Il sacerdote col Suv accusato di abusi su cinque ragazzini

Gli abusi sessuali attribuiti a don Giovanni Desio- il parroco di Casalborsetti, con la passioni per i Suv (a febbraio fini ubriaco in un canale alla guida di un potente Bmw)- arrestato sabato dalla squadra Mobile, riguarderebbero almeno 4-5 ragazzini di età tra i 14 e i 15 anni, non tutti della medesima parrocchia. Il sacerdote, originario di Milano, è accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona. Tra il materiale sequestrato figurano il computer del prete, diverse foto, appunti, agende, materiale tecnologico e alcuni giochi. L'ipotesi di reato di sostituzione di persona, a quanto si è appreso, fa riferimento alle circostanze nelle quali poche settimane fa si era aperta l'inchiesta, coordinata dal Pm di ravenna Isabella Cavallari. In quell'occasione il padre di un giovane aveva notato un messaggio sul profilo Facebook del figlio che aveva attirato la sua attenzione: il sospetto è che possa averlo scritto don Desio, utilizzando l'identità e la password del ragazzo al fine di autosostenersi, a nome del giovane dopo l'incidente che a febbraio lo aveva visto finire ubriaco nel canale con il suo costoso suv Bmw da 35.000 euro.
L'interrogatorio di garanzia del sacerdote, difeso dall'avvocato Enrico Maria Saviotti, è stato fissato per questa mattina davanti al Gip Rossella Materia, la stessa che aveva firmato la misura cautelare carceraria scrivendo, tra l'altro, che «di fronte a figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere» e con «totale assenza di freni inibitori», la sua condotta «poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela».
L'arresto del sacerdote è stato deciso per il presunto pericolo di reiterazione del reato: sembra che avesse già programmato per Pasqua almeno un incontro proibito a luci rosse.

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