A Rivisondoli è il giorno della chiusura della manifestazione organizzata dalla Lega in Abruzzo e sul palco è salito Matteo Salvini. "Io ringrazio i giornalisti attenti e obiettivi, non abbiamo bisogno di giornalisti amici. Sono pochissimi quelli che raccontano la verità. Non facciamoci dettare la nostra agenda in Comune, in Regione, a Roma, a Bruxelles dalla loro agenda, con i loro palazzi, con la loro rassegna stampa. Non ci interessa. Anche perché alcuni di questi giornali da anni stanno pronosticando il cambio del segretario della Lega, l'unica cosa che è cambiata è il loro editore", ha detto il segretario della Lega.
"Se vai in montagna e hai lo zaino troppo pesante, in vetta non ci arrivi. Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti: vai, anche perché, sciocco, la storia insegne che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Auguri e buon viaggio, senza rancore e con il sorriso. Quantomeno risparmiate ai militanti il 'lungo e travagliato percorso di coscienza'. Dillo: 'Voglio la poltrona'", ha proseguito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti riferendosi a chi ha scelto di cambiare partito, o a chi sta valutando l'ipotesi. "Io sono orgoglioso di confrontarmi con chiunque, perché noi siamo saldi nelle nostre idee e nei nostri principi. La Lega non è un partito, è un movimento. La Lega ha una missione. C'è qualcuno per cui il posto e la poltrona è un fine e c'è qualcuno per cui il potere è un mezzo. Io uso la mia carica di ministro, di sindaco, di parlamentare per fare quello che gli unici miei azionisti, gli italiani e i miei elettori, mi chiedono di fare. Il posto è un fine? Non abbiamo bisogno di voi, non ci mancherete", ha proseguito. Il ministro, al termine della manifestazione, ha risposto a chi pensava che il riferimento fosse il generale: "Vannacci lo vedo insettimana e che faccio? .edo uno che ho espulso? Io stavoparlando di chi è uscito nei mesi scorsi". Come ha poi precisato, il riferimento diSalvini era ai parlamentari che di recente hanno lasciato la Lega. Gli ultimi sono stati Davide Bergamini e Attilio Pierroche hanno aderito a Forza Italia.
Tanti i temi affrontati dal segretario della Lega, dal Mercosur alla rottamazione delle cartelle elettorale e agli aspetti fiscali che la Lega sta portando avanti, passando dall'autonomia. "L'autonomia arriva a casa e sarà norma entro la fine della legislatura. I soloni: 'Non riusciranno a portarla a casa'. Per la prima volta nella storia le pre-intese sono state firmate", ha sottolineato il ministro, aggiungendo che alcuni "governatori", altri di sinistra "non la vogliono, perché l'autonomia toglie la maschera a quelli che non sono capaci di governare". L'autonomia, ha aggiunto, "significa che si salta la burocrazia e un governatore può dichiarare lo stato di emergenza a casa sua" un minito dopo.
"La Lega è una famiglia, la Lega è una comunità: la forza della Lega è il popolo, non è il Capitano. Siete voi", ha proseguito. "Si arriva a questo referendum perché c'è la Lega e la Lega incide. Quando ho detto che fuori dalla Lega c'è il deserto, non è che manco di rispetto. La forza della Lega è concretezza. Il Mercosur? Prima di aprire i porti, le porte e le case degli italiani, io voglio che ci sia parità di condizione e di produzione fra agricoltore e agricoltore. All'interno del governo eravamo gli unici che hanno votato così? Sì. Non siamo in un partito unico al governo. Io mi trovo benissimo con Giorgia e con gli altri con cui siamo al governo, però la Lega e la Lega. Per tre anni e mezzo assoluta stabilità, continuità e serietà", ha detto ancora Salvini.
"No woke, no gender, no asterischi, no schwa, no cazzate multi qui e multi là. È bello confrontarsi, ascoltarsi, acapire ed evolvere ma la famiglia che si fonda dall'unione di un uomo e una donna è quello che ci dà la garanzia di essere qui tra secoli. Altresì vanno puniti più che severamente quelli che contestano le scelte di vita di altri, non spetta a noi decidere o stabilire se la coppia etero vale più o meno di quella omosessuale. L'unico tema che non è in discussione è la tutela dei figli che vengono al mondo con una mamma e un papà e vengono adottati da una mamma e un papà", ha spiegato Salvini. "Chi borbotta e si lamenta e il 22 e il 23 marzo sta a casa, poi avrà la responsabilità con i suoi figli di avere un Paese immobile. La riforma della giustizia è anche una riforma economica importantissima, perché la mala giustizia e i processi che vanno avanti per anni sono la morte di questo Paese.Votare sì il 22 e il 23 marzo, però, non è il punto d'arrivo, è un passaggio, perché il vero punto d'arrivo sarà la responsabilità civile dei magistrati. Chi sbaglia paga, però paga di suo. Se hai sbagliato volendo sbagliare, apri il portafoglio e paghi tu", ha detto il ministro sul referendum per la separazione delle carriere.
Il ministro si è rivolto anche a Volodymyr Zelensky: "Abbiamo sentito Zelensky che dopo tutti i soldi, gli sforzi e gli aiuti ha pure il coraggio di lamentarsi. Amico mio: stai perdendo la guerra, credibilità e dignità, firma l'accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere fra una sconfitta e una disfatta. Poi ovviamente occorre garantire protezione e sicurezza per evitare altre aggressioni e sconfinamenti ma nel decreto Ucraina per la prima volta la difesa dei civili ha preso lo spazio primario rispetto ad armi e guerra. E questo è grazie alla Lega e non alla fantasia".
Un passaggio da Salvini è stato dedicato anche alla famiglia del bosco: "Non so se sia una battaglia che porta o porta via voti, non faccio battaglie guardando i sondaggi o in base alla convenienza. Siamo al 25 gennaio io sono ancora incazzato come una bestia, anche perché non ho strumenti per intervenire, perché a proposito di famiglia, di libertà educativa, di sicurezza e campi rom. A mio avviso il 20 novembre si è consumato uno degli atti più infami degli ultimi anni, ossia il furto dei bambini alla famiglia del bosco". Noi, "ha aggiunto, torniamo a casa e molti hanno la fortuna di tornare a casa di trovare nipoti e figli: quei tre bambini sradicati da casa loro, che da due mesi non dormono sui lettini... Certo non avevano giochi elettronici, telefonino, televisione, avevano il bagno fuori, vivevano in mezzo agli animali. Vivevano una vita difficile, io non l'avrei fatta quella scelta ma non siamo in Unione Sovietica: evviva la libertà dei genitori di educare i figli come vogliono".
Il tema sicurezza, ha concluso, "è fondamentale e grazie alla Lega la legittima difesa è legge. E quante persone per bene non stanno per bene non stanno andando a processo perché hanno difeso se stess? E prima non era così. I militari nelle strade: 6800 ragazzi in divisa e non solo grazie alla Lega restano nelle strade ma ritniamo fondamentale aurmentarne la presenza, almeno 10mila. Tutela legale dei poliziotti e per quel che mi riguarda le divise dovrebbero aver ancora più le mani libere per difendere la nostra e la loro sicurezza nel rispetto del Codice". E poi l'ipocrisia della sinistra, il taser: "Eravamo agli Interni io e Matteo (Piantedosi, ndr) abbiamo avviato la sperimentazione della pistola a impulsi elettrici. In grandi città, anche al sud, la polizia locale non lo ha perché il sindaco di sinistra lo ritiene eccessivo: Torino, Bologna, Roma, Firenze... A Milano sapete quanti sono gli agenti? 3200 agenti e sapete quale è il record della mia Milano? Le multe: città più multata d'Italia. E sapete quanti taser sperimentali sono in dotazione alla locale di Milano? Sei.
La sperimentazione è finita al 31 dicembre e bisogna cambiare il regolamento ma in Consiglio non c'è ancora la delibera". E poi "I pro Pal erano ovunque ma ora o non sanno com'è la bandiera dell'Iran perché ci sono migliaia di morti ma loro non se ne curano... Io dico evviva la libertà delle donne in tutto il mondo".