Santanchè: "Le dimissioni? Già consegnate a Brunetta"

Iniziata la raccolta firme in Camera e Senato. Santanchè: "Agiamo come un sol uomo". Ma Quagliariello attacca: "Le dimissioni non si annunciano"

Santanchè: "Le dimissioni? Già consegnate a Brunetta"

Pdl - falchi in testa - sul piede di guerra. Il partito fa quadrato attorno a Silvio Berlusconi, con i parlamentari pronti alle dimissioni "come un sol uomo, non ci sono divisioni", come sostiene Daniela Santanchè. "Sto andando a consegnare le dimissioni nelle mani del mio capogruppo, poi il quattro ottobre vediamo cosa succede", ha detto la deputata secondo cui solo "Jo Condor" (il premier Letta, ndr) sa se il governo avrà vita breve o no.

Gianfranco Rotondi conferma che si tratta di un gesto reale e non di una provocazione: "Le dimissioni le ho firmate poco fa", ha detto a Rainews24, "Sono andato al protocollo della Camera per presentarle e nel frattempo le ho inviate a Silvio Berlusconi". "Con l’annuncio delle dimissioni, ieri i gruppi parlamentari hanno dato una grandissima dimostrazione di coesione, responsabilità e di amore per la democrazia, per la democrazia parlamentare. Tutti con Berlusconi", ha aggiunto Renato Brunetta.

Frena però Gaetano Quagliariello, secondo cui "Le dimissioni si danno e non si annunciano". E aggiunge: "Ieri comunque non abbiamo votato alcuna dimissione". Al ministro delle Riforme replica però la Santanché: "Era presente ieri e quindi credevo avesse capito che le dimissioni non le abbiamo annunciate ma le abbiamo già date"

Intanto anche a Palazzo Madama è iniziata la raccolta di firme dei senatori del Pdl per rassegnare le dimissioni. I singoli parlamentari stanno consegnando le dimissioni al capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani. "Ho rimesso il mio incarico di senatore nelle mani del presidente Berlusconi", ha annunciato con una nota il senatore Vincenzo Gibiino, "L’azione politica di Silvio Berlusconi e del Popolo della libertà è da sempre guidata da un totale ed imprescindibile senso di responsabilità. L’eventuale decadenza del nostro presidente sarebbe un vile colpo al cuore di un intero elettorato, che ha voluto il Cavaliere alla guida del centrodestra e che lo avrebbe voluto alla guida dell’esecutivo e del Paese. Ai nostri elettori dobbiamo rispetto, il nostro operato esige assoluta coerenza.