La segretaria del Pd, Elly Schlein, chiude la campagna elettorale referendaria utilizzando i soliti slogan, come un disco rotto. “Andiamo tutti a votare per difendere la nostra Costituzione antifascista”, chiude il suo intervento a un'iniziativa pubblica a Milano. "Guardate - ha avvertito - che qui in ci sono in gioco la Costituzione,l'equilibrio dei poteri che i nostri costituenti hanno scritto. La Costituzione non è una questione di destra, di sinistra, di centro, la Costituzione è di tutti". La segretaria dem si dice “certa che anche tra gli elettori di Giorgia Meloni e della destra ci siano tante persone che hanno a cuore la nostra Costituzione e che voteranno ‘no’ per difenderla, tanto più che Giorgia Meloni ha già detto che non se ne andrà".
Per Schlein la riforma “non migliora la giustizia per i cittadini, ma indebolisce l'indipendenza dei giudici che tutela tutti i cittadini, soprattutto quelli che da soli non hanno i soldi e il potere per cavarsela comunque. Quindi, invitiamo davvero tutti a informarsi, a votare no, e a convincere altri a votare no perché non c'è il quorum, ogni voto può fare la differenza”. L’invito è a votare ‘no’ “anche all'arroganza di un governo che è garantista con gli amici, giustizialista con tutti gli altri. Di un governo che, come dice la capo di gabinetto Bartolozzi del ministro Nordio, evidentemente vuole togliere di mezzo la magistratura. Questo governo pensa di poter decidere chi fa il giudice e chi no, a seconda che gradisca o meno le decisioni che prendono”.
"Chi sbaglia paga per Delmastro non vale?"
Mi ha colpito molto che nella campagna referendaria, dalla presidente Meloni a tutto il resto del governo, continuano a urlare 'chi sbaglia paga’, ma per loro non vale, per Delmastro non vale, per un sottosegretario alla Giustizia che si siede a fondare una società con la figlia 18enne di un uomo già indagato e poi condannato per mafia per essere il prestanome del clan senese, vale per loro?”. Lo ha domandando la segretaria dem Elly Schlein a margine del comizio dalla chiusura della campagna referendaria per il no organizzata dal Pd in piazza Sant’Agostino a Milano. Meloni “avrebbe dovuto pretendere le dimissioni. Meloni deve smettere di difendere i suoi e deve invece difendere la dignità delle istituzioni e deve difendere gli interessi italiani”, ha detto Schlein.
"La premier strumentalizza i fatti di attualità, ma poi succede come a Rogoredo"
"La presidente del Consiglio ha strumentalizzato ogni fatto di attualità per attaccare la magistratura, attacca la leader del Pd nello studio tv di La7. "Dalla prima conferenza stampa che ho fatto ho detto che noi non avremmo politicizzato ma mi aspettavo che sarebbe stato il governo e Giorgia Meloni a farlo ed è andata esattamente così". "Se strumentalizzi l'attualità poi succede anche che finisce come è finita a Rogoredo, dove il quadro di indagine si sta aggravando, ma appena dopo il fatto Meloni e Salvini hanno attaccato i giudici dicendo che non dovevano nemmeno iniziare ad indagare. Se non avessero indagato e se avessero dato retta a Meloni e Salvini, oggi quel poliziotto avrebbe ancora l'uniforme addosso, a danno della credibilità e dell'onesto lavoro che tanti poliziotti fanno ogni giorno, rispettando la legge e facendola pure rispettare".
"Se vincono vanno avanti pure sul premierato"
"Se vinceranno" al referendum, dice Schlein nello studio di La 7, intervistata da Mentana, "tenteranno di andare avanti anche su un'altra riforma costituzionale, quella del premierato".
Il premierato "va nella stessa direzione di accentrare il potere sempre di più nelle mani di chi sta al governo a scapito delle prerogative del Parlamento e anche di quelle del Presidente della Repubblica, che per noi non si toccano"