L'ultima follia della Boldrini: sito della Camera da 4 milioni

Storace incalza la presidente di Montecitorio su un appalto per la gestione informatica. E lei per ora non dà spiegazioni

L'ultima follia della Boldrini: sito della Camera da 4 milioni

Roma - Francesco Storace, leader de La Destra, l'ha già soprannominata Gold-rini. Una Laura Boldrini d'oro, sì. Ma con i soldi dei contribuenti. Il casus belli è una notizia, scovata da Linkiesta.it e rilanciata con forza da Il Giornale d'Italia on line, quotidiano diretto da Storace. La Camera dei deputati ha appena dato alla luce a un appalto di circa quattro milioni di euro per il sito internet di Montecitorio. Mica bruscolini. Pertanto Storace scrive: «Era proprio necessario?». E ancora: «Vorremmo comprendere euro per euro come si è arrivati ad una cifra che pure se spalmata su tre anni - ma va aggiunta l'Iva, aumento compreso - appare davvero molto elevata. Visto che la Boldrini puntualizza su tutto ci attendiamo che lo faccia anche su un appalto che sembra dover costare come se avessero assunto Bill Gates nel servizio informatico di Montecitorio». La Destra fa le pulci sulla questione: «Che cosa prevede, nel dettaglio, il capitolato di gara?». E non si ferma qui, Storace: «Dalla presidente Boldrini, dal suo portavoce, da un usciere, da qualcuno insomma, ma fateci sapere, per favore e per diritto popolare. 1) è finita la spending review, per cui si può tornare a spendere per i costi della politica? 2) che cosa ha di negativo il sito attuale della Camera, che pure sembra di facile accesso e non sembra affatto male? Che cosa ci si propone di modificare? 3) quali sono le differenze di costi e di servizio tra il sito attuale e quello che verrà? In che cosa consisterà il vantaggio per l'amministrazione e per il cittadino che accede alla Camera via web? 4) la domanda più delicata: è mai possibile che queste iniziative debbano essere sempre assunte sotto Ferragosto, quando gli italiani sono distratti dalle vacanze o maledicono il fatto di non poterle fare?».

Domande messe online sabato mattina. Ma siccome dopo un giorno e mezzo dalla «capa» di Montecitorio tutto tace, Storace torna all'attacco: perché non parla? Ed ecco l'altro affondo: «Casta e muta, potremmo dire della Boldrini. Casta non per comportamenti personali - sarebbero fatti suoi - ma per atteggiamenti istituzionali - e sono fatti nostri - che non sono degni della terza carica dello Stato. La presidente della Camera è rintanata in chissà quale località di vacanza, ma internet la raggiunge dappertutto. E una personalità che impegna per 4 milioni di euro il bilancio dell'istituzione che presiede, ha il dovere di rispondere ovunque si trovi. È una brutta cosa dare la sensazione di voler nascondere qualcosa. Altrimenti la chiamiamo Gold-rini».

Dubbio: non è che il neonato appalto alla fine costi di meno di quello precedente? Storace, contattato dal Giornale, lo esclude: «Ho controllato. L'ultimo contratto risaliva all'aprile 2008, fine mandato di Bertinotti. Costava solo, si fa per dire, 800mila euro l'anno».