Se il paese fa la colletta per difendere il giustiziere

A Serle i cittadini, terrorizzati dai furti in serie, solidali con l'uomo che ha ucciso il ladro: "Qui molti dormono col fucile tra le lenzuola"

Se il paese fa la colletta per difendere il giustiziere

Roma - I magistrati giudicheranno la responsabilità di Mirko Franzoni. Ma Serle, comune bresciano di tremila anime, lo ha già assolto. Non per la morte del ladro albanese, che il meccanico si è trovato di fronte sabato, entrando a casa del fratello. Ma perché quasi tutti gli abitanti del paese avrebbero reagito allo stesso modo. Per questo ora sono pronti a fare una colletta per pagare le spese legali all'imputato. Nessuno, infatti, nasconde di esser finito almeno una volta nel mirino dei ladri e di avere adesso paura. Tra loro, molti dormono con il fucile tra le lenzuola e c'è addirittura chi lo nasconde tra sé e la moglie, pronto ad afferrarlo in caso di bisogno. Questa è la realtà di un paese, che ieri ha partecipato compatto alla fiaccolata per Mirko. «Quando ha visto il ladro, il mio assistito gli ha detto di fermarsi - racconta l'avvocato Gianfranco Abate - ma questo è scappato su una grondaia. Franzoni lo ha obbligato a scendere. Poi ha provato a bloccargli la strada con il fucile e nella colluttazione è partito un colpo». Domani è fissato l'interrogatorio di convalida dell'arresto e l'autopsia sul corpo di Eduard Ndoj, l'albanese che alle spalle aveva già diversi precedenti. Intanto ieri il sindaco Gianluigi Zanola ha incontrato le associazioni di volontariato, per promuovere iniziative di solidarietà a favore di Mirko. È stata proposta una colletta per pagare le spese legali, ma la famiglia si è riservata di accettare in seguito. Alla fiaccolata, in serata, c'erano tutti i compaesani. «Nessuno giustifica l'accaduto - dice il sindaco - ma siamo vicini ai Franzoni. Il ragazzo è conosciuto da tutti come una persona tranquilla. Siamo certi che il colpo sia partito accidentalmente, durante la colluttazione con il ladro. Furti e rapine, però, sono aumentati nel nostro paese, che fino a 2 anni fa era un'isola felice. I criminali hanno alzato il tiro: agiscono di giorno, a volto scoperto, con la gente in casa, sapendo che tanto il furto è punito in maniera lieve. Ci rubano la serenità, ormai c'è chi dorme solo con la luce accesa». «Casa mia è stata presa di mira tre anni fa - racconta Daniele G., commerciante - sabato è toccato a mia figlia, che per fortuna aveva l'allarme anche in giardino. Qui dormiamo tutti con il fucile. Un sabato ho spento le luci in casa, ho mandato mia moglie dal parrucchiere, in attesa dei ladri, che però non si sono visti. Capisce il livello di esasperazione?». «Mirko è un bravo ragazzo - fa eco Sara, della pizzeria Aurora -. Bisognerebbe esser di qui per capire: ho un figlio e per proteggerlo vivo in una casa con allarme sempre inserito e il catenaccio alla porta. Perché? I carabinieri più vicini sono a 10 km da qui». «Siamo tutti cacciatori, ognuno si difende come può - dice Giuseppa Franzoni, del bar Le Rose - 3 anni fa mi hanno portato via tutto, perfino la cassa. Pochi giorni fa mio figlio ha sentito dei rumori: è sceso con un ferro in mano e davanti si è trovato un ladro, che non è fuggito anzi lo istigava alla lite. Se fosse sceso l'altro ragazzo, quello che ha il fucile?». Domenica, invece, a sparare a Torino è stato un poliziotto: ha fatto fuoco contro un bosniaco che tentava di investirlo con un'auto rubata. Lo straniero, ora, è in prognosi riservata.

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