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Segrate, è scontro su Milano 2 ma Alessandrini blinda tutto: "Sviluppo sì, ma con i servizi. Quella zona non si tocca"

Il candidato del centrodestra ribalta le accuse di cementificazione e attacca la giunta: "Cambiano le aree verdi nel PGT e ignorano i finti appartamenti nei seminterrati, i cattivi non siamo noi"

Segrate, è scontro su Milano 2 ma Alessandrini blinda tutto: "Sviluppo sì, ma con i servizi. Quella zona non si tocca"

La campagna elettorale a Segrate si accende e il terreno di scontro diventa Milano 2, lo storico quartiere residenziale ideato da Silvio Berlusconi. Al centro del dibattito ci sono le accuse di cementificazione lanciate contro Adriano Alessandrini, candidato sindaco del centrodestra, che respinge con forza gli attacchi e ribalta la narrazione della sinistra, accusando l'attuale amministrazione di permettere un far west urbanistico e commerciale sotto gli occhi di tutti. Alessandrini definisce paradossali le critiche degli avversari: “Oramai stanno dicendo talmente tante cose. Un tempo si diceva che erano i comunisti che mangiavano i bambini, invece probabilmente tra un po' diranno che sono io che voglio mangiare loro. Dal nostro punto di vista è proprio il contrario”.

La polemica principale ruota attorno alla recente modifica del Piano di Governo del Territorio. Nel PGT del periodo 2014-2015, due aree verdi situate sul suolo di Segrate all'interno del Parco Lambro, ma un tempo di proprietà del Comune di Milano, erano classificate come zone di rispetto ambientale. Nel piano recentemente approvato dall'amministrazione uscente, una di queste aree ha subito una variazione cromatica strategica. “Nel PGT approvato adesso”, spiega il candidato sindaco, “una delle due aree diventa, per miracolo, da verde a blu. È blu, è carina come colore, però un'area blu vuol dire che è un'area che è urbanizzata o urbanizzabile per la prima volta. Nel momento in cui ci vai a costruire non consumi ulteriore suolo e quindi, all'interno dei piani territoriali metropolitani, è possibile un'urbanizzazione perché è considerata già non più un'area verde. Teoricamente questo è il primo passo per costruire”.

L'obiettivo di questa manovra, ci dice Alessandrini, “sarebbe la realizzazione di un grande studentato” non distante dal San Raffaele. L'istituto universitario ha recentemente acquisito i vecchi uffici del centro direzionale un tempo occupati da Mediaset, riscontrando una forte crescita delle iscrizioni. “Hanno portato dentro una marea di studenti”, evidenzia Alessandrini, “e adesso chiaramente vorrebbero anche trovare qualche posto dove farli dormire questi ragazzi, stiamo parlando di migliaia di persone. A Milano 2 ci sono due fatti che rendono questo abbastanza credibile: il primo è il fatto che fonti molto autorevoli del San Raffaele ci dicono che l'intenzione è quella; il secondo è l'area che da rettangolo verde diventa blu, cambiando la destinazione”.

Accanto alla questione dello studentato, il candidato del centrodestra solleva un caso di presunta illegalità diffusa che sta modificando il tessuto urbano del quartiere, dove numerosi ex negozi e locali commerciali al piano terra vengono convertiti di fatto in unità residenziali e messi in vendita sui principali portali immobiliari a prezzi elevati, che sfiorano i quattromila euro al metro quadro. Si tratta di seminterrati commerciali, accatastati come C1 e non convertibili in edilizia residenziale. L'operazione, secondo Alessandrini, è alimentata da investitori attratti dalle potenziali rendite garantite dagli affitti agli studenti universitari. Un proprietario che investe in questi spazi può ricavare entrate mensili significative, creando un business speculativo. Il candidato sindaco accusa la giunta comunale di totale immobilismo e di non aver mai effettuato controlli o interventi, nonostante le ripetute denunce presentate nel corso degli anni dai residenti: “I locali sono abitati da anni e io, abitandoci sopra, vedo questi ragazzi che entrano e escono. Il portiere lo sa benissimo e dice che per altro si lamentano per le condizioni assurde in cui vivono”. Il rischio prospettato è che, una volta realizzato il nuovo studentato del San Raffaele, questi spazi interrati rimangano vuoti: “Una persona normale lì dentro non ci va, perché l'affitto di un appartamento ai piani alti costa uguale se non meno. Troveranno quindi soggetti che hanno bisogno di un alloggio senza risultare, dato che non essendo appartamenti regolari non chiederanno la residenza”.

Alessandrini attacca la retorica ambientalista degli avversari politici, ricordando come la stessa amministrazione che si proclama paladina del verde abbia avallato la trasformazione del progetto originario Westfield. Quello che doveva essere un grande polo commerciale con spazi pubblici e un palazzetto dello sport è stato convertito in un centro commerciale tradizionale accompagnato dall'edificazione di duemila appartamenti e un ulteriore studentato da duemila posti letto. “La voglia di cementificare nostra non è molta”, conclude il candidato del centrodestra: “Io non ho paura di sviluppare la città, assolutamente, perché se si sviluppa bene e con i servizi non c'è nessun timore a farlo.

Però è chiaro che bisogna svilupparla bene, e non certo davanti a Milano 2. Quella zona è intoccabile, eppure l'illegalità è sotto gli occhi di tutti e loro non fanno nulla. Però si considerano dalla parte giusta, e dicono che i cattivi sono gli altri”.

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