Mai nome fu più azzeccato durante il periodo pasquale. Parliamo di Iolanda Apostolico, il giudice dimessosi nel 2024 dopo che emerse un video girato nel 2018 durante una protesta a Catania contro le politiche migratorie del governo dell’epoca. Insomma, una toga che invece di stare dalla parte delle forze dell’ordine, era una delle tante manifestanti che avevano preso parte alla protesta. Quale compatibilità ci poteva essere tra il ruolo di magistrato e la partecipazione a manifestazioni su temi oggetto di giudizio? Anche perché Apostolico si occupava proprio di temi legati all’immigrazione, ed era stata proprio lei ad aver valutato, nel settembre 2023, alcuni casi di migranti trattenuti a Pozzallo, non convalidando il trattenimento e richiamando all’attenzione il tema della libertà individuale. Tutto ciò dimenticando forse che nei centri di permanenza per il rimpatrio vengono inseriti cittadini che di sono macchiati di stupri, violenze, detenzione di droga, resistenza pubblico ufficiale, lesioni, risse.
Ebbene, oggi però sembra che il Csm stia per “riabilitare” la giudice: a oltre due anni e mezzo dai fatti di Pozzallo, il Consiglio superiore della magistratura ha ritenuto corretta la decisione della giudice di Catania di disapplicare il decreto Cutro perché contrario al diritto europeo.
In più, il Csm deve ancora attribuirle la settima (e ultima) valutazione di professionalità, lo scatto di carriera e di stipendio previsto ogni quattro anni, maturato nel 2023, una pratica sarà affrontata nella seduta di mercoledì.