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Il sindaco apre gli occhi: "Città insicura"

Sala ammette: "Non possiamo sottovalutare niente, lavoriamo sulla prevenzione"

Il sindaco apre gli occhi: "Città insicura"
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Il 2026 si apre con una nuova consapevolezza, per il sindaco almeno. L'ultimo anno abbondante di mandato sarà più attento alla sicurezza. E questo a fronte del terribile omicidio di Aurora Livoli, trovata morta in un cortile di via Paruta il 29 dicembre, e dell'urgenza di arrivare al rimpasto e quindi di individuare un assessore alla Sicurezza.

Il giorno della Befana, Sala ha avuto la sua «Epifania»: «Sarà probabilmente un tecnico a ricoprire questo ruolo» aveva detto aggiungendo che «il tema va affrontato anche con un maggior presidio del territorio». Il sindaco ha ammesso come i cittadini siano in grande allerta: «ogni volta che vado al bar c'è qualcuno che mi parla di sicurezza». «Non possiamo sottovalutare niente, la sicurezza è un diritto, credo che però con il corpo dei vigili e il comandante stiamo cercando di fare tutto il possibile anche per rassicurare i milanesi».

Ieri in occasione della commemorazione dell'omicidio di Nicolò Savarino, 14 anni fa, investito mentre era in servizio da un suv guidato da Remi Nikolic, all'epoca minorenne, Sala ha fatto mea culpa riconoscendo come «ognuno di noi deve fare di più: noi dobbiamo gestire al meglio la sicurezza, ma io credo che anche la giustizia debba essere più giusta e, quando è il caso, decisamente più severa». Tradotto: «Se succede un omicidio, non è pensabile che vengano comminate pene così lievi». Il complice dell'assassino, a bordo del suv, Milos Stizanin è stato assolto, mentre il primo responsabile, Nikolic, ha scontato solamente 9 anni e 8 mesi di carcere.

«Il ruolo dell'agente di polizia locale è estremamente delicato - commenta l'assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa - perché lavora a stretto contatto con i cittadini ed è, spesso, la prima figura che rappresenta l'autorità alla quale si rapportano». Il comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli ha, invece, evidenziato lo spirito di abnegazione e la serietà sul lavoro di Nicolò: «Non era un eroe da copertina ma uno dei volti migliori del nostro corpo».

Dopo la tragedia di Savarino, «il corpo dei vigili ha operato perché la formazione e la capacità di gestione di certi momenti portasse meno rischi ai nostri ghisa - ha aggiunto Sala -. Non è mai sufficiente, perché la città è a volte popolata anche da persone che non dovrebbero essere libere e non dovrebbero essere a Milano. Quello del vigile urbano non è un mestiere facile perché mette a rischio chi lo fa, a volte anche con esiti tragici». Il riferimento è al caso di Aurora Livoli uccisa per mano di un peruviano che sembra, però, non avesse mai ricevuto un decreto di espulsione: «Bisogna che si faccia di più rispetto alle conseguenze di atti criminali e in termini di prevenzione, se una persona ha un foglio di via e se si genera dalla Prefettura un atto di rimpatrio, deve essere eseguito - ha aggiunto -. Per fare un esempio, penso ad Aurora e a quello che è successo di recente».

«Solo dopo 9 anni il sindaco si è accorto della criminalità straniera - commenta amaro Riccardo De Corato, ex vicesindaco

e deputato di FdI. - Pur essendo il primo responsabile di questa drammatica situazione: fu lui nel maggio 2017 assieme al compagno Majorino, a promuovere le marce pro-immigrati cui parteciparono circa 100mila stranieri».

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