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La sinistra "usa" gli ultimi solo per propaganda

Un ascensore guasto da giorni in un nodo fondamentale del trasporto pubblico non è un inconveniente tecnico. È una negazione dei diritti

La sinistra "usa" gli ultimi solo per propaganda
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Gentile direttore Feltri,
a Napoli si registra l'inaccettabile disservizio relativo all'ascensore della stazione superiore della funicolare Centrale, fermo da diversi giorni. Il guasto, determinato dalla rottura del motore, impedisce di fatto alle persone con ridotta o impedita capacità motoria, in carrozzina o con difficoltà di deambulazione, di accedere all'impianto. Questa situazione rappresenta una grave violazione delle norme per il superamento delle barriere architettoniche, limitando il diritto alla mobilità autonoma e sicura, costringendo i cittadini diversamente abili a disagi notevoli in un nodo di trasporto pubblico fondamentale. È intollerabile che l'attenzione verso le esigenze dei diversamente abili sia costantemente trascurata, rendendo il capoluogo partenopeo sempre meno accessibile.

Gennaro Capodanno

Caro Gennaro,
la segnalazione che ci arriva da Napoli sul guasto dell'ascensore della stazione superiore della Funicolare Centrale non è una semplice lamentela né un episodio marginale, bensì il sintomo evidente di una malattia cronica della sinistra al governo dei territori. A Napoli governa Gaetano Manfredi, espressione di quell'area politica che da anni si proclama inclusiva, solidale, attenta agli ultimi, ai fragili, ai «diversamente abili», come amano chiamarli. In Campania governa la stessa area politica. Eppure, nella realtà concreta, quotidiana, verificabile, accade esattamente il contrario di ciò che predicano. Un ascensore guasto da giorni in un nodo fondamentale del trasporto pubblico non è un inconveniente tecnico. È una negazione dei diritti. Impedire a una persona in carrozzina, a un anziano, a chi ha difficoltà motorie di accedere a un servizio pubblico, quindi di esercitare l'inviolabile diritto di movimento, significa escluderlo dalla città, condannarlo a una marginalità forzata. È una violazione grave delle norme sul superamento delle barriere architettoniche, ma soprattutto è una violazione morale. La sinistra ama riempirsi la bocca con parole come «inclusione» e «diritti», salvo poi dimenticarsene quando c'è da governare davvero. Sa distribuire sussidi, sa inventare assistenzialismi che creano dipendenza e sudditanza politica, ma non sa, o non vuole, garantire i servizi essenziali. Gli ultimi vengono evocati nei comizi e abbandonati nella vita reale. E l'allarme è sempre «fascismo». E le battaglie da sposare e per cui scendere in piazza e protestare riguardano sempre i carnefici, gli oppressori, i terroristi, i dittatori, mai i cittadini locali. Più una causa è remota, nel tempo e nello spazio, più la sinistra se ne fa promotrice. È curioso, ma neppure troppo, che proprio chi si proclama paladino dei deboli finisca per ignorarli sistematicamente: i disabili, le famiglie, i lavoratori, le donne private della libertà, anche quelle che vivono nei nostri quartieri sotto il peso di culture oppressive che la sinistra finge di non vedere per calcolo ideologico.

Qui non servono tavoli, convegni o slogan. Serve un intervento immediato. Serve che l'amministrazione comunale si assuma la responsabilità politica di questo disservizio e lo risolva subito.

Perché uno Stato civile si misura non dalle parole, ma dalla capacità di garantire a tutti, davvero a tutti, il diritto sacrosanto di muoversi, vivere, partecipare. Gli ultimi, tanto evocati, dovrebbero venire per primi. Ma per la sinistra italiana restano, ancora una volta, buoni soltanto per la propaganda.

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