Soccorsi, arresti e pattugliamenti. Così Roma supera la grande prova

Schierato un esercito per le emergenze

Roma - Alla fine quelli più soddisfatti sono stati proprio i romani costretti a rimanere in città. Roma non è sembrata loro mai così vivibile. Anche nei quartieri attigui alla «zona critica», la città ha mostrato il suo volto migliore e più accogliente. Quasi irreale: strade sgombre, abbondanza di parcheggi. Una città da condividere con pellegrini disciplinati e tranquilli. Forse un po' infreddoliti e insonnoliti, ma che - nonostante il numero (la Questura parla di oltre 800mila persone, il sindaco Ignazio Marino si sbilancia oltre il milione) - hanno seguito quasi alla lettera le indicazioni della Questura e della Protezione civile capitolina. Ed è proprio il direttore dell'ufficio romano della Protezione Civile il primo ad abbandonarsi a un sospiro di sollievo. «Criticità ci sono state - spiega Mario Vallorosi - e non poteva essere altrimenti, visto il numero dei partecipanti. Però non si sono registrate situazioni di pericolo per l'incolumità delle persone». Per evitare il peggio, d'altronde, erano rimaste chiuse fino a metà pomeriggio sia la stazione ferroviaria San Pietro, alle spalle del Vaticano, che la fermata Ottaviano della metropolitana, la più vicina, in linea d'aria all'aria della basilica. Anche il bollettino fornito dalla Questura offre numeri confortanti. Nel corso della giornata, in seguito ai servizi appositamente predisposti, le forze dell'ordine hanno arrestato 15 persone, tra scippatori e borseggiatori. Ed è stata fornita assistenza ad alcuni minori e anziani che si erano smarriti e che sono stati riaccompagnati dai propri familiari.

Sono state inoltre 1.672 le persone che hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari, 130 delle quali sono stati accompagnate per accertamenti presso strutture ospedaliere. Per garantire questo livello di sicurezza il Campidoglio aveva messo in campo un vero e proprio esercito. A cominciare dai 350 operatori comunali del Dipartimento Tutela Ambientale affiancati da 3800 volontari della Protezione Civile. Non solo si sono occupati dell'afflusso dei pellegrini su via della Conciliazione e Borgo Pio ma hanno anche garantito la fornitura gratuita di acqua potabile a tutti attraverso la capillare distribuzione di oltre un milione e mezzo di bottigliette di acqua. L'Ama poi ha messo in campo 400 operatori e 240 automezzi, per raccolta rifiuti e spazzamento, e ha assicurato un piano operativo di bagni mobili, fornendo oltre 1000 postazioni igieniche. Un ringraziamento particolare il sindaco e il direttore della Protezione civile l'hanno poi rivolto all'ambasciata polacca che ha messo in campo una squadra di 25 mediatori linguistici piazzati nelle aree di snodo e nei punti di raccolta per facilitare le operazioni della Protezione civile e delle forze dell'ordine con i pellegrini provenienti dalla Polonia.

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