Mentre le principali piazze italiane provano a riempirsi per la ricorrenza del 1° Maggio, Festa del Lavoro e dei Lavoratori, e i i leader stanno iniziando a pubblicare i loro post e selfie, provando così a inseguire l’emotività delle rispettive bolle cognitive, nel mondo digitale, in particolare sulla piattaforma Polymarket dove si può scommettere su qualsiasi cosa, plausibile o meno non importa, si è aperta una scommessa su chi potrà diventare il prossimo premier italiano. Esattamente, la scommessa è stata lanciata lo scorso 21 aprile e in questi dieci giorni non mancano le puntate e le oscillazioni percentuali.
A un anno e poco più dalla scadenza naturale del mandato quinquennale, le quotazioni di Giorgia Meloni di ritornare a Palazzo Chigi sono oscillate dal 42%, con l’avvio delle scommesse, e attualmente sono salite al 47% e fino a questa mattina le puntate, comprensive del SI e del NO, hanno raccolto in totale 2.170 dollari. Alle spalle dell’attuale presidente del Consiglio, si piazzano i due leader del campo largo, Elly Schlein con una probabilità del 12% e 430 dollari di volume di puntate, e Giuseppe Conte che attualmente tallona la segretaria dem con una quota di probabilità del 10% ottenuta con 427 dollari di scommesse.
Intanto, a prendere parte a questa maratona digitale per Palazzo Chigi, ci sono anche due outsider, o come dicono e scrivono quelli bravi due underdog, che stanno agitando dei leader del centro-destra e del campo largo: Roberto Vannacci, che ha scommesso tutte le sue fiches su Futuro Nazionale, e Silvia Salis, sindaca di Genova e possibile alternativa a Schelin e a Conte. L’ex generale, candidato ed eletto al Parlamento europeo nelle liste della Lega, su invito di Matteo Salvini, e fuoriuscito a febbraio dal partito, è attualmente quotato all’11%. Una percentuale sulla quale i giocatori online hanno fatto confluire già 974 dollari di puntate.
La Salis, invece, ha raccolto al momento 681 dollari di scommesse e la sua percentuale di entrare a Palazzo Chigi al posto di Giorgia Meloni è dell’8,9%. A completare la lista dei possibili premier del prossimo anno ci sono anche Mario Draghi, con il 6%, Matteo Salvini e Guido Crosetto, entrambi con il 3% e poco più di 300 dollari a testa di puntate, e infine Antonio Tajani con una quota ferma all’1%. Nella classifica mancano invece i leader di sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e i due gemelli diversi del defunto terzo polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda.
È interessante soffermarsi anche sulle regole generali della scommessa, anzi su una postilla, che evidentemente non conosce o conosce fin troppo il dettato costituzionale, che precisa agli scommettitori che “per essere considerato valido ai fini della risoluzione, il candidato deve essere ufficialmente nominato e prestare giuramento come Primo Ministro d'Italia.
Qualsiasi Primo Ministro ad interim o provvisorio non sarà considerato valido ai fini della risoluzione di questo mercato”. Anche perché sul concetto della provvisorietà, almeno in Italia, ci abbiamo costruito più di un governo.