A certi partiti di sinistra non basta neppure la condanna netta e senza ambiguità espressa da Giorgia Meloni sulla complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni e nelle leggi razziali del 1938. Basta un fatto di cronaca, come quello registrato a Torino, per la moltiplicazione delle solite filippiche. Protagonisti gli esponenti di Avs–Sinistra Ecologista, che hanno trovato il modo di chiamare in causa il governo e le istituzioni dopo la comparsa di svastiche - tracciate con spray rosso - sui manifesti dedicati al Giorno della Memoria affissi in via Cigna e corso Vigevano.
Secondo gli esponenti del movimento rossoverde, infatti, quegli atti vandalici non sarebbero episodi isolati né responsabilità dei singoli, ma il prodotto diretto di un contesto politico avvelenato. Nel mirino finisce quello che viene definito un presunto clima di odio e uno sdoganamento del fascismo che, a loro dire, arriverebbe persino dai vertici dello Stato, accompagnato da un tentativo di riscrivere la storia e dalla criminalizzazione dell’antifascismo.
È questa la linea sostenuta nella nota firmata da Alice Ravinale (capogruppo Avs in Regione Piemonte), Sara Diena (capogruppo SE in Consiglio comunale) ed Emanuele Busconi (consigliere comunale SE). I rossoverdi hanno acceso i riflettori sul presunto "clima di odio" e sul presunto "sdoganamento più o meno esplicito del fascismo, anche da parte delle più alte cariche istituzionali, insieme alla legittimazione di chi tenta di riscrivere la storia. Così come porta a questo la criminalizzazione dell'antifascismo: ricordiamo che gli Stati Uniti di Trump, prima ancora degli orrori dell'ICE, hanno inserito il gruppo Antifa tra le organizzazioni terroristiche. Noi continueremo a non abbassare la guardia e a contrastare l'antisemitismo, e lo faremo anche stasera sfilando alla Fiaccolata della Memoria".
Una lettura respinta con fermezza da Forza Italia. I dirigenti torinesi del partito azzurro hanno ribaltato completamente l’impostazione della sinistra, indicando in altri ambienti l’origine di un antisemitismo che torna a manifestarsi. Per il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo a Palazzo Madama e vicesegretario regionale, e per Marco Fontana, segretario cittadino di Torino, il problema è serio e riguarda sicurezza e cultura democratica. Secondo i due esponenti di FI, infatti, a creare il terreno per l’odio sarebbero le frange più radicali del movimento pro Pal, accusate di alimentare tensioni e risentimento. "Siamo davanti a un’emergenza culturale e di sicurezza. I Pro Pal, con il loro modo violento di porre la questione di Gaza, hanno creato le condizioni per far esplodere questo risentimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: i Pro Pal non sono solo i peggiori ambasciatori delle ragioni della Palestina ma sono anche il filo conduttore di un rinato antisemitismo” il loro j’accuse: “Non c’è spazio per ambiguità, giustificazioni o silenzi imbarazzati. Non sono tollerabili silenzi e mezze misure. Chi tace è complice e finisce per legittimare l’odio. Chi volta lo sguardo dall’altra parte apre la strada agli errori più tragici del passato.
Non accetteremo mai che l’antisemitismo torni a sporcare le nostre città e la nostra democrazia". Una cosa è chiara: la sinistra ha provato a trasformare l’ennesimo atto vile contro la memoria in un terreno di scontro politico.