Il tentativo di spostare il voto del referendum per la separazione delle carriere, confermato invece per il 22 e 23 marzo, ha ulteriormente inasprito la “battaglia” tra i comitati del “sì” e del “no”: ognuno porta avanti le sue ragioni in attesa che siano gli italiani a stabilire se questa riforma dovrà esserci o meno. Una parte dei giudici è schierata per il “no”, quindi rifiuta l’idea che possa esserci separazione tra le carriere, mentre un’altra parte, probabilmente ugualmente nutrita ma più silenziosa, vorrebbe invece che si procedesse in questa direzione. Nelle ultime ore ha iniziato a circolare un post Facebook (pubblicato privatamente e solo per chi amici) riconducibile al profilo di una nota gip operante a Torre Annunziata, che usa parole non proprio gentili nei confronti dell’onorevole Giovanni Donzelli.
“In fin dei conti la migliore propaganda per il ‘No’ sono loro!!! In sintesi topo gigio nel video conferma che con la loro riforma la magistratura ‘di sinistra’ smetterà di osteggiare il governo (volutamente lettera minuscola)! Grazie per la collaborazione!!”, si legge nel post. Trattandosi di un contenuto privato non può essere verificato e lo stesso Donzelli è intervenuto su Facebook chiedendo delucidazioni per quelle parole: “Non mi colpisce tanto lo stile o il tentativo di offendermi (tentativo fallito perché Topo Gigio è simpaticissimo) ma la teoria illiberale per cui compito della magistratura ‘di sinistra’ sarebbe proprio quello di ‘osteggiare il governo (volutamente con la minuscola)’. Spero non sia vero, come mi dicono, che tale profilo, a cui non ho accesso, corrisponderebbe ad una nota GIP che esercita a Torre Annunziata. Vorrei dire che è impossibile perché sarebbe grave, troppo grave”.
Anche noi abbiamo cercato una conferma a questo post e per il momento non abbiamo ottenuto risposte. Nel frattempo, è stato chiesto al Comitato di presidenza del Csm dai consiglieri togati (ad eccezione di Bernadette Nicotra di Magistratura Indipendente) e dai laici Roberto Romboli, Ernesto Carbone e Michele Papa di aprire “una pratica a tutela dei magistrati della Corte di cassazione e, in particolare, del Primo Presidente, in relazione alle dichiarazioni pubbliche rese da esponenti politici in occasione del recente provvedimento dell'Ufficio centrale per il Referendum e della successiva nota del Primo Presidente”. Lo scontro è sempre più acceso e da qui a 40 giorni circa, quando si andrà alle urne, non potrà che inasprirsi ulteriormente