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Torino, Avs-Se prima del corteo ha parlato di "pugno duro del governo". Ma a tirare pugni sono stati altri

Nel comunicato diramato dagli stessi esponenti torinesi di AVS-SE il 29 gennaio, antivigilia della manifestazione, si parlava di "pugno duro del Governo", ma i violenti sono stati altri

Torino, Avs-Se prima del corteo ha parlato di "pugno duro del governo". Ma a tirare pugni sono stati altri
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Dopo la devastazione della città e il violento pestaggio nei confronti di un agente di polizia da parte degli antagonisti pro Askatasuna, ieri sera arriva il commento di Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale Capogruppo AVS in Regione e Sara Diena consigliere comunale di Torino: "La manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza", dicono "non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un'immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l'aggressione ai giornalisti della Rai".

Ma i loro toni apparivano ben più trionfalistici solo pochi giorni fa. Nel comunicato diramato dagli stessi esponenti torinesi di AVS-SE il 29 gennaio, antivigilia della manifestazione, si parlava di "pugno duro del Governo", ma a far volare pugni sono stati altri, come si è visto. “Saremo anche noi in piazza a Torino alla grande manifestazione nazionale che si terrà sabato 31, - commentavano gli esponenti di sinistra - per ribadire la nostra opposizione all’atto di forza con cui è stato sgomberato lo spazio di corso Regina 47, militarizzato un intero quartiere e fermato il percorso della città per il pieno riconoscimento di quel luogo come bene comune. Ci saremo contro il pugno duro di un Governo che ha dichiarato guerra a tutti gli spazi sociali autogestiti presenti sul territorio nazionale, che conduce dal primo giorno una battaglia contro gli ultimi: chi non ha casa, i migranti, i lavoratori sfruttati, e contro chiunque alzi la testa in difesa di una società giusta, a partire da chi si è mobilitato per la Palestina e ora si vede recapitare avvisi di garanzia e multe salatissime".

"Un Governo che ha fatto della repressione il suo credo, con leggi liberticide e criminogene - aggiungevano - che porteranno alla compressione dei diritti di tutte e tutti. Ci saremo perché è questo il momento di mobilitarsi in difesa di una democrazia che, come si è visto a Minneapolis, è sempre più fragile".

E concludevano: "Contro una destra che continua a soffiare sul fuoco per dipingere ormai l'intera Torino come un covo di violenti, auspichiamo che la manifestazione di sabato si svolga senza provocazioni e tensioni". Ma è andata diversamente.

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