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"Vergogna". "Tic autoritario": la politica difende Il Giornale dall'assalto di Askatasuna

Da Gasparri a Montaruli, da Cisint a Cavedagna, pioggia di solidarietà al Giornale dopo la diffida sul caso Askatasuna. Nel mirino l’inchiesta sul centro sociale torinese

Manifestazione di Askatasuna del 31 gennaio 2026
Manifestazione di Askatasuna del 31 gennaio 2026

Il Giornale, nelle figure del giornalista Francesco Boezi e del direttore Tommaso Cerno, è stato diffidato dal centro sociale Askatasuna a seguito di un’inchiesta, condotta dal primo, nella quale è stata raccontata l’inchiesta da anni ha acceso un faro su uno dei più controversi gruppi del nostro Paese. “È una assoluta vergogna che Askatasuna cerchi di intimidire giornalisti liberi come Francesco Boezi e il direttore Cerno. Sono totalmente solidale con loro e mi auguro che prima o poi questa gente che ha seminato violenza, occupato edifici pubblici, ha dato prove ripetute di assoluta indegnità la smetta di molestare l'Italia e gli italiani. Askatasuna rappresenta una vergogna per la nazione. E dovrebbero i magistrati sanzionare questi comportamenti e queste minacce in modo adeguato invece di tollerare ancora la prepotenza e le violenze di questi signori”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli ha manifestato “piena solidarietà a Francesco Boezi e Tommaso Cerno, vittime di un tic autoritario che riaffiora ogni qualvolta il pensiero libero non si allinea al coro del politicamente corretto o agli interessi di certa parte”. È inaccettabile, ha aggiunto, “assistere a una libertà di stampa difesa con fervore solo a fasi alterne. Il pluralismo non è un menu alla carta da cui scegliere quali voci tutelare e quali silenziare attraverso il fango o l'ostracismo”. Chi oggi prova a colpire testate e giornalisti, sottolinea Montaruli, “che hanno la sola colpa di raccontare la realtà senza filtri ideologici, sta colpendo al cuore le basi della nostra democrazia. Non colpisce quindi che tutto questo avvenga per mano di chi appartiene o difende alla galassia di Askatasuna. Ancora una volta trasuda la loro paura della diffusione di notizie nei loro confronti ma la verità non si ferma con la violenza né tantomeno sventolando una querela pretestuosa”.

Anche Anna Maria Cisint, ha sottolineato che “i violenti di Askatasuna passano ora alle intimidazioni, prendendosela con Il Giornale, con il suo direttore Tommaso Cerno e con il giornalista Francesco Boezi, colpevoli soltanto di aver acceso i riflettori sul funzionamento e sui piani criminali di un centro sociale coccolato e difeso dalla sinistra, ma che in realtà è la regia di una rete europea di antagonisti che, in modo organizzato, porta la guerriglia nelle nostre strade.Noi stiamo dalla parte della stampa libera, della democrazia e della legalità. E la sinistra?”. Il deputato di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, ha espresso “tutta la mia solidarietà al direttore del Giornale Tommaso Cerno e al giornalista Francesco Boezi per le minacce ricevute da Askatasuna”. Purtroppo, ha aggiunto, “la libertà di stampa è accettata a sinistra fino a quando non vengono toccati gli interessi della propria parte politica. In questo caso minacce e diffide a chi osa parlare dei bravi ragazzi di Askatasuna, pronti in nome del loro ideale di giustizia a punire i giornalisti che semplicemente svolgono il loro lavoro”. Ludovico Seppilli, vicepresidente dei giovani del PPE, dai social ha sottolineato che “non bastavano gli atti violenti, la devastazione della città, il pestaggio delle forze dell’ordine, le inquietanti intercettazioni con invocazione al terrorismo e tutto il resto”, ora “Askatasuna vorrebbe anche chiudere la bocca ai giornalisti. A ben vedere in effetti coerente, dopo aver già messo a ferro e fuoco la redazione de La Stampa qualche mese fa”. Per questo motivo ha espresso “massima solidarietà a Francesco Boezi, al Direttore Tommaso Cerno e a tutta la redazione de Il Giornale per le diffide ricevute da questi pericolosi antidemocratici, evidentemente agitati per l’attività di inchiesta che il G sta facendo, raccontando la vera natura di una realtà che andrebbe studiata ed indagata a fondo secondo i criteri dell’antiterrorismo”.

Solidarietà al quotidiano, al giornalista e al direttore è arrivata anche da Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia, il quale evidenzia che “venire diffidati da degli occupatori abusivi seriali, violenti, con precedenti è una medaglia e ci fa capire che i due giornalisti attaccati stanno lavorando dalla parte giusta. Sappiamo che non si faranno intimidire e siamo certi che porteranno avanti la loro attività editoriale senza fare sconti a chi si dimostra violento e contro la legge”. Anche Marco Lisei, senatore di Fratelli d’Italia, ha espresso “ferma e convinta solidarietà al quotidiano ‘Il Giornale’, al suo direttore Tommaso Cerno e al giornalista Francesco Boezi per i vili tentativi di intimidazione e i pretestuosi atti di diffida messi in atto da esponenti delle realtà antagoniste in seguito all’inchiesta su Askatasuna”. È inaccettabile, ha dichiarato in una nota, che “nel tentativo di fare luce su vicende legate a contesti di illegalità e centri sociali, chi fa libera informazione debba subire attacchi che mirano chiaramente a imbavagliare la stampa e a limitare il diritto dei cittadini a essere informati. Il metodo della diffida sistematica e della pressione mediatica non sortisce altro effetto se non quello di confermare l’importanza e la validità del lavoro giornalistico svolto sul campo”. Anche per il senatore la libertà di stampa dev’essere tutelata, in quanto “è uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia e non può essere messa sotto scacco da chi, con fare minaccioso, tenta di oscurare verità scomode. Continueremo a difendere il diritto di cronaca e la professionalità di chi, come Boezi e la redazione del Giornale, non si lascia intimidire da simili atteggiamenti. A loro va il mio ringraziamento per il coraggio e la determinazione con cui proseguono il proprio lavoro quotidiano”.

Elena Maccanti, deputata della Lega, ha messo in evidenza che “non solo per anni questi soggetti di Askatasuna hanno occupato illegalmente un immobile pubblico e messo a ferro e fuoco la nostra città e la Val di Susa” ma adesso “si permettono anche di tentare di imbavagliare chi esercita il giornalismo senza paura”. La Lega, ha aggiunto, “è dalla parte di chi fa informazione senza farsi intimidire. Piena solidarietà al Giornale, che ci auguriamo arrivi anche da parte di certa sinistra torinese, che per anni ha continuato a coccolare questo centro sociale”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, oltre a dare le sua solidarietà a il Giornale, ha sottolineato che “la ragione di questo atto è legata all’inchiesta giornalistica che da tempo sta portando avanti Il Giornale e che ha messo in evidenza il carattere sempre più estremo e violento di quello che è un vero e proprio movimento protagonista di assalti e aggressioni alle Forze dell’Ordine. Altro che centro sociale”. È una diffida, ha concluso, “che vuole mettere il bavaglio a un’inchiesta che invece deve andare avanti, chiarendo una volta per tutte il volto violento di Askatasuna.

Sono sicuro che questa diffida non fermerà l’impegno de Il Giornale nel denunciare le violenze di Askatasuna, e mi auguro che tutte le forze politiche siano al fianco della redazione prendendo le distanze dai violenti per la libertà di stampa e il diritto di cronaca”.

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