Ridono, fanno qualche nome, ammiccano alla platea. Brahim Baya, predicatore torinese, e Davide Piccardo, direttore de La Luce News, durante una diretta social su Instagram, lasciano intendere che i tempi siano maturi per la nascita di un «soggetto» politico o comunque portatore di un «peso elettorale».
Nel farlo è Piccardo - il più esplicito nel rivendicare un futuro protagonismo politico delle nuove generazioni musulmane - a citare «Giulia». Dice che li sta «ascoltando». Solo che quella Giulia è Giulia Sorrentino, cronista del Giornale, da anni in prima linea nel raccontare rischi e pericoli dell'estremismo islamico e i legami tra una parte del mondo musulmano in Italia e Hamas. Il caso di Mohammad Hannoun, per fare l'esempio più plateale, è stato seguito pure se non soprattutto dalla sua penna. L'architetto di origine giordana è ancora in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas.
«Giulia» è un nome pronunciato sorridendo, con un tono che sembra rivolgersi anche alla platea. Nessun confronto, nessuna replica possibile: la personalizzazione del dissenso, resa quasi teatrale. A Baya scappa pure una risata. È la stessa Giulia Sorrentino che, solo poche settimane fa, è stata allontanata e insultata da un corteo pro-Pal a Milano. «Faccia di m...», le hanno urlato. E ancora: «Fuori i sionisti dal corteo». E sempre lei è uno dei giornalisti inseriti nell'ultimo aggiornamento delle liste degli «agenti sionisti», quelle stilate dal (nuovo) Partito comunista italiano.
Ma Piccardo - ed è bene precisarlo - non si limita a chiamare in causa la cronista del nostro quotidiano. Nella stessa diretta cita anche gli editori del Giornale, di Libero e de Il Tempo, facendo un riferimento esplicito al gruppo Angelucci. Secondo il direttore di La Luce sarebbe in atto una vera e propria «offensiva anti-islamica», la cui regia - afferma - sarebbe di origine «governativa». E i media degli Angelucci sarebbero persino diventati «monotematici».
L'obiettivo, sempre secondo Piccardo, sarebbe quello di «attaccare i musulmani» per facilitare al centrodestra la missione di vincere le prossime elezioni Politiche e Amministrative. E tutto questo, in buona sostanza, perché l'azione del governo di Giorgia Meloni avrebbe fallito su tutta la linea. Dunque di argomenti, il centrodestra, ne avrebbe sempre meno. Ecco quindi questo «calderone demonizzante», così lo definisce l'attivista, che verrebbe alimentato dai parlamentari della maggioranza, dalle «reti Mediaset» e dai giornali del gruppo Angelucci. Rivolgendosi a Baya, Piccardo aggiunge: «Brahim, ne sai qualcosa: sei diventato il loro core business». Sarà. Baya, in questi mesi, è stato in prima linea per la difesa dell'imam di Torino Mohamed Shahin, citato in indagini su Hamas. Ma che per la Corte d'Appello non deve più stare in un Cpr. Piccardo, invece, è indicato da più osservatori come vicino alla Fratellanza musulmana.
Il direttore de La Luce ha anche edito in Italia il libro di Yahya Sinwar, testo intitolato «Le spine e il garofano». Ucciso nel 2024 dagli israeliani, Sinwar ha guidato Hamas nella striscia di Gaza, organizzazione ritenuta terroristica sia dagli Stati Uniti sia dall'Unione europea.