Vuoi un cane grosso? Allora devi essere grasso

L'ordinanza di un paesino bergamasco impone il passeggio solo con animali della stessa stazza del padrone. Sennò le multe sono bestiali

Vuoi un cane grosso? Allora devi essere grasso

Ricordo che ai tempi delle vibranti polemiche sulle razze di cani pericolosi e sull'ipotesi di una «lista nera», che poi venne adottata dal non particolarmente compianto ministro della Salute Girolamo Sirchia, i capi dei vigili urbani di numerose città italiane dotarono i loro distretti di una nutrita serie di metri da sarto. Era data ormai per certa, in numerosi comuni, l'uscita di un'ordinanza che imponeva l'obbligo del guinzaglio ai cani di una certa altezza e di guinzaglio e museruola a quelli di un'altezza maggiore.

I vigili urbani dunque, che avrebbero dovuto sanzionare chi non si adeguava, erano obbligati ad aggiungere al loro armamentario da lavoro il metro. Per fortuna l'idea, discretamente balzana, non ebbe seguito se non forse in alcuni comuni minori, mentre ricordo un'altra originale ordinanza, andata in porto in una cittadina del Nord, nella quale il sindaco faceva divieto assoluto di transito a qualunque cane in una grande piazza del centro storico. Scrissi allora un accorato appello al primo cittadino chiedendo di esentare i residenti nella piazza dal prendere in braccio il proprio cane mentre l'attraversavano, specie se ultrasettantenni, non vedenti o con altre precise disabilità. Ignoro se fu il mio scritto (e non sono così vanesio...) ma l'ordinanza durò pochi giorni.
In provincia di Bergamo c'è un comune che si chiama Rota Imagna. Credo voglia passare agli onori della storia perché ha emesso un'ordinanza che rimarrà nei trattati di educazione civica studiati delle future generazioni. Si potrebbe concretizzare così: «Hai un cane grosso? Allora devi essere grosso anche tu», il che mi fa sovvenire immediatamente l'immagine di uno spot pubblicitario dove un anziano in bicicletta viene richiamato da un vigile perché trasporta una grande pennellessa per dipingere le pareti.

A pensarci bene l'idea che ci debba essere un minimo di proporzione tra il cane e chi lo conduce a passeggio non sarebbe neanche del tutto sbagliata. Si vedono scene per strada che potrebbero essere esilaranti se non fossero anche pericolose. Rottweiler di mezzo quintale o giganteschi meticci, apparentemente condotti a passeggio da giovincelle taglia 38, non infondono il massimo della fiducia sulla «tenuta» della coppia. Il sesso non fa la differenza. Vedo spesso ragazzini, le braccia piene dei tatuaggi d'ordinanza, trascinati (mentre dovrebbe essere il contrario) dal Dogo argentino o dal Fila Brasileiro acquistati per far colpo durante la «vasca» del pomeriggio in città.

Pensare di risolvere questi casi limite con un'ordinanza che prevede un'automatica e precisa proporzione tra cane e conducente è però quanto meno originale (eufemismo). Se non ci credete ecco il testo dell'ordinanza: «È fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale». Quindi tanti chili l'uno, tanti chili l'altro, altrimenti è pronta una sanzione pecuniaria che va da 25 a 150 euro.

I vigili urbani certamente verranno dotati di opportune bilance e non oso pensare a quando chiederanno a una signora di montarvi sopra. Meglio vedersela con il Rottweiler che porta a spasso...

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