«Io, parroco nel Kent ringrazio il Papa»

«Benedetto XVI è davvero un padre generoso che capisce la nostra situazione. Sono pieno di gioia e gratitudine». Padre Ivan Aquilina, 43 anni, nato a Londra e cresciuto a Malta, è il parroco anglicano di San Giovanni Battista a Sevenoaks, nel Kent (www.saintjohnthebaptist.org.uk). È sposato con Claudia, che fa l’insegnante, e ha due figli, Domenico di 15 anni e Maria Pia di 14.
Qual è la vostra posizione verso la Chiesa anglicana?
«Rowan Williams è il mio primate. Quando la Chiesa inglese ha deciso di aprire al sacerdozio femminile, la mia parrocchia, contraria a questa decisione, è passata sotto la giurisdizione di un vescovo tradizionale. Quando si è cominciato a parlare delle donne vescovo, abbiamo chiesto di avere una diocesi a parte o una prelatura personale. Ci è stato detto di no. Ora il Papa ci offre quello che il nostro sinodo anglicano non ci darà mai».
Che cosa accadrà ora?
«Aspettiamo la pubblicazione della Costituzione. C’è bisogno di pregare molto. Per chi, come me, ha famiglia, ci saranno problemi finanziari, di domicilio, di lavoro. Ma io mi sento impegnato per l’unità con il vescovo di Roma e ho sempre sperato di morire, magari anche come laico, ma in unione con Pietro. La nostra prima lealtà è verso Cristo, non verso la Comunione anglicana. Gesù ci ha ordinato di essere un solo corpo, e la decisione del Santo Padre mi appare come la risposta dello Spirito Santo alle nostre preghiere».
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