«Io, promossa vicepresidente in Europa»

Licia Ronzulli, appena eletta europarlamentare e già catapultata su uno dei temi più caldi, l’immigrazione, con la vicepresidenza della commissione Africa-Caraibi-Pacifico per la cooperazione internazionale.
«Quello dell’Acp-Eu è un pilastro nel sostegno ai Paesi in via di sviluppo. Ho voluto fortemente farne parte, perché da sempre mi occupo di questioni umanitarie attraverso il volontariato, e perché faccio già parte di due commissioni che si occupano di affari sociali e libertà civili. Sono onorata che mi sia stata affidata la vicepresidenza».
Non è un momento facile, con le polemiche su gestione dei flussi e respingimenti.
«L’immigrazione è un tema che per forza deve riguardare tutta l’Europa. I Paesi al confine meridionale non possono essere lasciati soli. Serve un’assunzione di responsabilità globale, o non si risolveranno i problemi dell’accoglienza e dell’onere del soccorso che hanno visto contrapporsi Italia e Malta, per esempio».
Mica facile, però.
«La nostra strategia è portare non il pesce ma la canna da pesca, attraverso il dialogo politico e importanti leve economiche».
Aiutiamoli a casa loro, dice Bossi.
«A fine novembre per esempio andremo in Angola, per capire come migliorare le politiche di redistribuzione socioeconomica in un Paese ricchissimo dal punto di vista delle materie prime, a partire dal petrolio, ma con un tasso di disoccupazione al 60% e pessime condizioni sanitarie».
Come funziona la commissione?
«È un’assemblea che mette al tavolo l’Europa e i deputati delle tre aree geografiche. L’impegno va dalle analisi dei diritti umani, anche con commissioni d’inchiesta, al rafforzamento del ruolo delle donne nei processi di sviluppo al miglioramento dei servizi igienico-sanitari, per esempio con la prevenzione di epidemie».
Lei è riuscita a firmare un’interrogazione sui bagagli smarriti con Debora Serracchiani. Come ha fatto a convincerla?
«Sui temi bipartisan la collaborazione è sintomo di intelligenza. Le valigie negli aeroporti non le perde solo il centrodestra».
Cosa ne pensa dell’azione civile del premier a «Repubblica»?
«La libertà di stampa nulla ha a che fare con la libertà di mistificazione e denigrazione. Berlusconi ha subito un attacco senza precedenti e bene ha fatto a rispondere. Del resto non ricordo una mobilitazione per la libertà di stampa quando D’Alema querelò Forattini per una vignetta».
Da «Repubblica» al Pd, gioco della torre: Franceschini o Bersani?
«Tengo Franceschini tutta la vita, così il Pd continuerà a perdere».