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Iran, Obama: "Dubbi su legittimità del voto Indignato per violenze"

Il consiglio dei Guardiani esclude l'annullamento del voto. Arrestato un giornalista del Washington Times e espulsi due diplomatici inglesi. Obama loda le proteste: "E' un popolo che vuol decidere del proprio futuro"

Iran, Obama: "Dubbi 
su legittimità del voto 
Indignato per violenze"

Teheran - Il Consiglio dei Guardiani della rivoluzione, organo incaricato della verifica sulla regolarità del voto del 12 giugno per le presidenziali in Iran, ha escluso l’ipotesi di annullamento del voto che ha sancito la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. "Non ci sono stati grandi brogli o falle nelle elezioni", ha detto il portavoce del Consiglio dei guardiani, Abbas Ali Kadkhoudaei, confermando di fatto l’esito del voto. "I risultati non saranno annullati", ha aggiunto. Intanto dall'America il presidente Obama rinnova la condanna alle "violenze ingiuste" e, londando le proteste, accusa: "Ci sono seri dubbi sulla legittimità delle elezioni in Iran".

La condanna di Obama Forte condanna delle "azioni ingiuste" in Iran: gli Stati Uniti e la comunità internazionale sono "indignati dalle minacce, violenze e arresti degli ultimi giorni". Il presidente Barack Obama fa sapere che gli Stati Uniti "rispettano la sovranità della Repubblica islamica di Iran e non interferiscono negli affari iraniani", ma "deplorano la violenza contro civili innocenti dovunque essa si verifichi". Partendo dal presupposto che "chi difende la giustizia sta dalla parte della storia", Obama avverte che la "stantia strategia iraniana" di usare altre nazioni come capro espiatorio "non funzionerà più". Poi il capo della Casa Bianca loda apertamente il popolo iraniano che "sta cercando di decidere il proprio futuro" dal momento che ci sono "seri dubbi sulla legittimità" delle elezioni in Iran. Obama ha detto che "una percentuale significativa di iraniani considera queste elezioni illegittime, non si tratta di una istanza isolata", ed è un fatto che crea "seri dubbi sulla legittimità" dello scrutinio. Il presidente degli Stati Uniti ha ricordato che dato che "non c’erano osservatori internazionali sul terreno", è impossibile "affermare con precisione che cosa è successo" nei seggi elettorali.

Doppia espulsione Il primo ministro britannico Gordon Brown ha annunciato l’espulsione di due diplomatici iraniani, in risposta alla decisione di Teheran di espellere due diplomatici britannici dall’Iran. "Devo informare la Camera (dei comuni) che l’Iran ha preso ieri la decisione ingiustificata di espellere due diplomatici britannici in base ad accuse del tutto infondate" ha detto Brown ai deputati britannici. "In risposta a questa azione, abbiamo informato l’ambasciatore iraniano nel corso della giornata che espelleremo due diplomatici iraniani dalla loro ambasciata a Londra" ha aggiunto Brown.

Arrestato giornalista del Washington Times Un giornalista di origini greche del quotidiano americano Washington Times è stato arrestato in Iran per "attività illegali". La notizia è stata confermata dal direttore generale del ministero della comunicazione estera e della cultura citato dall’agenzia iraniana Fars. "Il giornalista ha viaggiato diverse volte verso il nostro Paese per differenti media, ma non ho idea di quale sia il reato" ha riferito la Fars, citando il funzionario del ministero Mohsen Moghadaszadeh. "Mi appello ai giornalisti stranieri affinché lavorino all’interno delle nostre leggi quando vengono in Iran per una copertura delle notizie... Perché se agiscono contro la nostra sicurezza nazionale e commettono spionaggio, saranno arrestati dalle istituzioni di sicurezza e portati davanti alla magistratura".

Concessi altri 5 giorni per i ricorsi Il leader supremo iraniano, ayatollah Ali Khamenei, ha accettato di prorogare di cinque giorni il termine ultimo per la presentazione dei ricorsi sulle elezioni da parte dei candidati. Il Consiglio dei Guardiani della rivoluzione dell’Iran aveva, infatti, chiesto all'ayatollah Ali Khamenei di prorogare il termine ultimo fissato per la presentazioni di ricorsi in relazione alle elezioni presidenziali del 12 luglio.

"Ti chiediamo con forza - ha scritto in una lettera il Consiglio dei Guardiani - di permetterci di prorogare di altri cinque giorni il termine ultimo per accettare altri ricorsi".

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