Irriducibili del mercato Trezeguet: sto alla Juve

Non se ne vogliono proprio andare. Il francese: "Ringrazio il Milan, ma non voglio tradire i miei tifosi". La lista dei "signornò" è lunga: da Poulsen a Mancini. E Cassano...

Irriducibili del mercato  
Trezeguet: sto alla Juve

Esci da questo corpo: ovvero quelli che se ne dovrebbero andare e invece non se ne vogliono andare.
Pezzo molto hard, perché lasciare un buon ingaggio non è mai facile, anche per i ricchi. Eppure per chi lo fa c’è un premio: l’Inter ha tolto ufficialmente dal mercato David Suazo, sarà la quarta punta di Mourinho in attesa di Marko Arnautovic dato in grande recupero, pronto a settembre o giù di lì dalla sua frattura da stress alla pianta del piede. Spedito dal club a svernare in Portogallo, Suazo non fece una piega, una stagione al Benfica e al ritorno l’encomio pubblico di Josè: «Prendete esempio da lui. Ha capito che qui non avrebbe giocato e ha preferito il campo alla panchina». Davanti a Josè c’erano Nelson Rivas, Nicolas Burdisso, Amantino Mancini, Patrick Vieira e Obinna al quale ha scandito: «Esci da questa squadra!». Non sono belle cose a sentirsele dire. Josè aggiunse anche: «C’è gente che non ha più il senso dell’onore, a quello preferisce i soldi».
È di poco fa la notizia che David Trezeguet ha minacciato di restare alla Juventus: «Ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di restare - ha dichiarato ai microfoni di Sky -. Voglio dimostrare di essere attaccato a questa società». Attimo di imbarazzo in Corso Galileo, poi il francese però è stato carino: «Ringrazio il Milan per la stima espressa nei miei confronti ma non mi sento di tradire i miei tifosi». Sorrisi di circostanza da parte di Blanc, Cobolli e Secco. Ci sarebbe anche la grana Christian Poulsen. Dopo aver rifiutato una mezza dozzina di nuove destinazioni è stata la volta di Fulham e Tottenham, niente da fare, sembrava fatta al Portsmouth ma è saltato anche questo: ingaggio troppo alto e il danese non ha nessuna intenzione di decurtarselo. Allora ecco che si è fatto avanti lo Zenit Leningrado pronto a elargirgli i tre milioni netti a stagione ma lì fa freddo. E qui potrebbe esserci un precedente al contrario: Tiago. Il portoghese ha tenuto duro la scorsa stagione, campionato horror, improvvisamente quest’anno rivalutato, ripresentato, interviste e prime pagine. Al Torino c’è addirittura Simone Barone, un campione del mondo sul mercato senza mercato. Urbano Cairo lo vuole scaricare per l’ingaggio elevato, un miliardo a stagione, in questo Toro un macigno.
Al Genoa sono stati messi fuori squadra i difensori Anthony Vandenborre e Magnus Troest, l’attaccante Figueroa. Si allenano a Pegli con Paolo Barbero che non è esattamente un preparatore atletico e nello staff del club risulta alla voce: responsabile riabilitazione.
Al mega Napoli di Aurelio De Laurentiis, sessanta milioni in campagna acquisti, esigenza evidente di tagliare, sono in esubero in quattro a cui Roberto Donadoni a malincuore ha già detto che non rientrano nei progetto. Sono German Denis, Nicolas Navarro, Michele Pazienza e Manuele Blasi. L’ex ct è stato chiaro: non giocate. Loro altrettanto: rimaniamo lo stesso.
A Roma gente che non è più desiderata ma non si può dire per non svalutare il loro cartellino. Fra i giallorossi Mauro Esposito, Jeremy Menez e Simone Perrotta. Fra i laziali Emilson Cribari, Stefano Mauri, Mourad Meghni, Lionel Scaloni e Guglielmo Stendardo. A parte i tre dissidenti De Silvestri, Ledesma e Pandev. Salvatore Foti, corazziere palermitano di un metro e 92, 21 anni, attaccante della Sampdoria, non rientra nei piani di Del Neri e ha già ricevuto il fatidico invito, così come Daniele Dessena. Dopo quattro stagioni al Parma è finito in comproprietà fra Udinese e Sampdoria dove ha giocato l’ultima stagione con 25 presenze e due reti. Non sono bastate, l’Udinese non l’ha riscattato e Del Neri quando l’ha visto gli ha detto: peccato. Quattro giorni fa è stato riaggregato alla squadra. Identica storia per Daniele Franceschini che prima ha lasciato il ritiro, ha salutato i compagni, si è presentato a Livorno, e poi ha fatto ritorno in Liguria mettendo in difficoltà il tecnico: cosa ci rifai qui? Mistero sul mancato accordo con il Livorno di Franceschini, 33 anni. Poi ci sarebbe il delicatissimo caso di Antonio Cassano. Dire che non è gradito a Genova è come commettere atto impuro. Dire che se si trovasse un acquirente farebbero festa anche... Caso spinoso e delicato, Fantantonio è sempre il confine fra il sogno e la realtà.

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