Isola pedonale al Ticinese I residenti: "Faremo ricorso"

Ieri la riunione del comitato di zona: si partirà con una diffida. I lavori inizieranno in autunno. E i gestori dei locali esultano

Sono pronti a intraprendere un’azione legale contro palazzo Marino. Si partirà con una diffida contro l’amministrazione comunale e si proseguirà con un ricorso al Tar. Questo il piano di guerra del Comitato Ripa di Porta Ticinese, che ieri ha riunito un centinaio circa di persone nell’oratorio di via Corsico. Tema della burrascosa serata: discutere del progetto di isola pedonale voluta dal Comune e il cui avvio è previsto per il prossimo autunno. Un progetto che ai residenti della zona dei Navigli non è proprio andato giù. «Non siamo dei burattini, ma delle persone. Qui decidono tutto dall’alto senza consultarci, ma non possono tenerci prigionieri delle nostre case». La proposta di pedonalizzazione delle tre sponde di Navigli e delle vie limitrofe, che arriva dopo quella di Monte Napoleone e di via Paolo Sarpi, è stata presentata in commissione trasporti il 21 novembre dall’assessore alla Mobilità Edoardo Croci, e fin da subito aveva diviso destini e pareri.
Da un lato i gestori dei locali, 236 in tutto favorevoli alla chiusura al traffico dei Navigli che la considerano un’ottima occasione per la riqualificazione dell’intera zona. Fioriranno, per la gioia dei proprietari di bar, locali e ristoranti, i dehors, che permetteranno di raddoppiare il popolo della movida, ma anche telecamere, pilomat, vigili e nuovi parcheggi. Il progetto, per un costo di 6 milioni di euro, è già stato finanziato e prevede opere di consolidamento delle sponde, riqualificazione complessiva della via e i nuovi parcheggi.
Dall’altro i residenti quindi sono pronti a chiedere all’amministrazione il risarcimento danni per «tutto quello che subiamo da anni, che tradotto significa rumore di notte, bicchieri e bottiglie abbandonate notte dopo notte dal popolo della movida, impossibilità di trovare parcheggio. In una parola degrado. E ora «con la chiusura totale al traffico, anche per noi residenti - si lamenta Ana Brala, portavoce del Comitato - che non potremo portare la spesa con la macchina fino al portone nè scaricarla dai bagagli dopo le vacanze. Essere prigionieri della propria via, è veramente troppo».


I rappresentanti del comitato hanno già raccolto 1000 firme che consegneranno al sindaco prossimamente, per «farle capire che i residenti non sono affatto contenti della pedonalizzazione, se questa significa fare un favore al gestori dei locali e riempire le strade di tavolini, come è avvenuto in corso Como».

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