Italia, Champions in salita Adesso la Germania fa paura

La stampa spagnola se la ride: «Tutta qui l’Inter?». E addebita a Mourinho l’invenzione di un catenaccio alla portoghese, che poi è una riedizione più ingenua di quello inventato dal calcio italiano. Già, tutta qui l’Inter? Visto che trattasi della squadra più forte del campionato, il discorso va allargato: tutto qui il nostro campionario d’esportazione? D’accordo, ci sarebbe da considerare anche l’Europa League, ma limitiamoci alla nobiltà (presunta) del pallone europeo. Il primo bilancio è deludente, seppur realista: siamo in coda alle quattro nazioni che, insieme all’Italia, hanno tenuto sempre in piedi tutto il baraccone. L’Inghilterra è una corazzata, ed infatti si è disfatta delle quattro avversarie del primo turno. La Germania sempre un bel panzer e si è limitata a perdere due punti, pur avendo nel Wolfsburg una debuttante in Champions. La Spagna ha tenuto botta, ben sapendo che il pareggio del Barcellona sottolinea una pecca ma nasconde le virtù, perché in giro non si vede squadra con miglior gioco. «Tanto bella quanto sterile. Superiorità indiscutibile, ma è mancato il gol» scrive El Pais che, pur essendo quotidiano politico, in fatto di sport dà punti ai nostri (non per competenza, ma per completezza, numero di pagine e varietà con cui lavora su manifestazioni e fatti).
I francesi, che hanno solo tre squadre come i tedeschi, si sono regalati il classico 1-X-2, ovvero una sconfitta, un pareggio e un successo. Tutto contro il calcio nostro. Poteva perdere il Bordeaux a Torino ed, invece, ci ha pensato il Marsiglia in casa, restituendo al Milan un suo quarto di nobiltà e forse qualche idea per il futuro. Se l’Inter non ride, la Juve deve sentirsi addosso un po’ di ammaccature. Se guardiamo all’atto pratico è anche peggio: le due squadre più forti del calcio nostro hanno raccolto due punti, mostrato debolezze che si pensavano risolte, raccontato che la qualificazione avrà bisogno di un cambio di marcia.
Detto in numeri e percentuali, l’Italia sta in coda al gruppo: 5 punti, ovvero il 41% rispetto ai punti a disposizione. Il calcio francese sembrava oggettivamente più debole ed invece se l’è cavata. Teniamo occhio sui tedeschi perché possono superarci nel ranking Uefa e toglierci una squadra per le prossime edizioni di Champions, ma il primo round è finito nettamente a loro favore. Ora ci sarà lo scontro diretto fra Juve e Bayern e colà si giocherà una parte della nobiltà calcistica nostra. Incredibile ma vero: l’Italia del calcio che conta tiferà appassionatamente per la Signora. Miracoli del pallone e del timore di perdere posizioni che poi si traducono in danari.
Ma, accettati i discorsi di facciata (Moratti: «Non si poteva fare di più». Ferrara sulla Juve: «Sappiamo che la Champions è dura, ora di più: dovremo giocarle tutte per vincere». Prandelli che si aggrappa alle solite chiacchiere e Galliani a San Pippo), il più consapevole appare Abete, ovvero il presidente federale. «È ancora presto per fare valutazioni. La cosa importante è avere quattro squadre e dobbiamo difendere questa posizione». Dietro apparenti ovvietà, striscia la preoccupazione di un calcio già in retrovia. Di solito accade dagli ottavi di finale. Questo è soltanto uno scampanellio sinistro. C’è ancora tempo per lucidare cannoni e campioni. Sempre che ci siano.

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