Karin sul Sentierone del Jazz

RASSEGNA Trovesi, Bergamelli, Bertoli e Coscia fra gli ospiti «locali» a cimentarsi e duettare in un crossover con Karin Schmidt

Nell’àmbito di una rassegna più ampia, la città di Bergamo ha ospitato nel centralissimo Sentierone un jazzfest all’aperto d’inizio autunno. Com’è noto, Bergamo è da sempre un vivaio di musicisti valorosi che hanno scelto il linguaggio afro-americano: così, fra gli altri, Gianluigi Trovesi, Gianni Bergamelli e Stefano Bertoli, ai quali il festival ha offerto l'opportunità di «giocare in casa», affiancati da altri solisti celebri quali il soprano Karin Schmidt e il clarinettista Paolo Tomelleri. Con queste premesse, la musica è stata seguita da un pubblico folto ed entusiasta che ha festeggiato i protagonisti con vivi consensi e numerose richieste di bis. Tomelleri, specializzato nel jazz degli anni Trenta, è stato il primo della serie e si è proposto con la sua orchestra, una delle poche big band che sopravvivono in Italia in questa fase di crisi. È una formazione poderosa, dotata di un repertorio splendido nel quale si conciliano con perizia le parti d’assieme e le sortite solistiche, mentre l’affiatamento è assicurato dai concerti che Tomelleri - direttore anche di piccoli gruppi - accetta di tenere spesso nei jazz club.
Il trio del pluristrumentista Gianluigi Trovesi, del fisarmonicista Gianni Coscia e del batterista Stefano Bertoli ha sollecitato nello stesso tempo pensieri profondi e divertenti. L’incontro fra Trovesi e Coscia avvenne 15 anni fa e si espresse subito in un cd per Egea, intitolato Radici, che proprio nel titolo ne rivelò i motivi: entrambi i musicisti, per nulla estranei alla musica classica e contemporanea, oltre che al jazz, hanno un denominatore comune nella musica popolare. Nei loro suoni c'è la canzone, ma non quella di consumo, bensì quella legata al nostro passato che ci riporta alla mazurca, al valzer e alla musica da strada.
Questo hanno offerto nel Sentierone i magnifici due, insieme con brani eleganti ma sottilmente grotteschi di Kurt Weill; e Bertoli si è inserito nel gioco provvedendolo di un’adeguata dimensione ritmica. Infine, com’è giusto, il dolce è arrivato nel fondo. Un altro bergamasco di fatto e di nome, il pianista Gianni Bergamelli (è anche pregevole pittore e direttore artistico dell'orchestra da camera Enea Salmeggia) ha offerto una vigorosa collaborazione jazzy, confermata da ottimi assoli, alla bellissima voce lirica di Karin Schmidt, volutamente dedicata da alcuni anni a un crossover che comprende i repertori di Marlene Dietrich, Kurt Weill, George Gershwin e Duke Ellington. A Dietrich, appunto, è stato votato il programma del soprano che però ha voluto «sconfinare» con Kurt Weill (un trascinante Moritat) e con un omaggio alla sua terra natale (Lili Marlen, accolta da applausi clamorosi).

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