Kingsley Amis (1922-95) è stato uno dei romanzieri inglesi più letti del XX secolo. Docente di letteratura inglese all'università di Cambridge, sostenitore del marxismo e iscritto al Partito Comunista inglese, ebbe un ripensamento e poi un vero e proprio ripudio dell'ideologia, con l'assunzione di posizioni conservatrici, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria nel 1959.
Padre dell'altrettanto noto scrittore Martin Amis, scomparso nel 2023, Kingsley ha sempre mostrato forte interesse verso la narrativa "minore", quella che tuttora ha difficoltà a fregiarsi del titolo di "alta letteratura": non a caso, fu tra i primi a manifestare intrigo per la fantascienza, da lui considerata una forma moderna di scrittura sociale.
L'elemento sociale non manca nemmeno nel romanzo L'uomo verde (Neri Pozza, pagg 255, euro 29; traduzione di Gianni Pannofino). Pubblicato nel 1969, prende per mano il lettore dalla prima pagina, una sorta di volantino per promuovere L'Uomo verde, un'antica locanda di posta sulla strada per Cambridge che, come ogni taverna che si rispetti, serve "pub grub" (il semplice menù da pub) accanto a prelibatezze di un livello culinario superiore, così come le immancabili birre alla spina insieme a ricercati vini francesi. Vanta pure qualche camera da letto in cui il viandante può imbattersi nell'altrettanto inevitabile fantasma.
Quando il titolare, Maurice Allington perennemente sotto stress lavorativo, incline ad alzare il gomito a ogni ora e, magari, pura la sottana di qualche avvenente avventrice, con un matrimonio fallito alle spalle, una seconda moglie disattenta e una figlia adolescente traumatizzata per la morte della mamma perde il fragile padre per un aneurisma, nella sua mente si fanno strada spettri ancor più inquietanti del fantasma di casa, che non manca di presentarsi.
L'uomo verde potrebbe essere considerato un'incursione nella narrativa di genere, quella horror, ma non fa che confermare i tratti per i quali il grande scrittore inglese si è fatto apprezzare: introspezione, analisi sociale crudele, humour che sconfina nel sarcasmo vero e proprio, dialoghi travolgenti.
Un piccolo assaggio? "Mia moglie sembrava letargica, mia figlia introversa... una serie di ospiti avevano... cercato di stuprare la cameriera, chiamato un prete alle tre del mattino... per non dire di quello che si era fatto trovare morto nel letto".