Kolarov verso il Real Madrid: da Lotito «sconto» di 7 milioni

Il consueto remake dell’anno precedente, capitolo estivo del calcio disegnato di speranze e indiscrezioni che quasi mai, alla fine, corrisponderanno alle attese. Il tifoso della Lazio non è immune dalle sirene del calciomercato e vive in stretto contatto con le radio locali, spulciando siti internet, blog e social network e dando un’occhiata ai giornali per sperare che da un momento all’altro arrivi il colpaccio. Che, vista la crisi generale e la parsimonia di Claudio Lotito, difficilmente arriverà. Così ci si risveglia scoprendo che Joaquin Boghossian, attaccante nel mirino dei biancocelesti da almeno un paio di mesi, adesso s’è allontanato visto e considerato che l’offerta laziale non sembra aver soddisfatto il direttore sportivo del Newell’s Old Boys Gustavo Dezotti: poco meno di 5 milioni di euro per la metà del cartellino del calciatore. Più facile appare l’operazione legata a Roque Santa Cruz, attaccante paraguayano che già tre anni fa «rischiò» di sbarcare a Formello. Lotito punta al prestito con diritto di riscatto, operazione che costa 3 milioni e mezzo di euro e potrebbe trasformarsi in realtà comunque dopo la cessione di Kolarov, per il quale Real Madrid e Manchester City pare stiano facendo un’asta. «Pare», bisogna sottolinearlo. Perché se è vero che i madrileni non offrono più di 15 milioni di euro, non si vede per quale motivo i britannici debbano accaparrarselo con 22 milioni di euro. Troppo netto il divario fra le due offerte, più facile che l'esterno di fascia possa lasciare Roma per una cifra di poco superiore a quella proposta oggi dal club galactico. Di certo Kolarov, che si appresta a vivere il suo primo mondiale con la Serbia, manda un avviso forte e chiaro ai naviganti: «Mi onora che un club come il Real stia pensando a me - dice in un’intervista al quotidiano spagnolo As - è una delle squadre più forti del mondo e per me sarebbe un sogno giocare a Madrid. Leggo tutti i giorni le notizie che escono sui giornali e sono contento che il mio nome sia affiancato a quello delle merengue, ma per rispetto della mia nazionale e per il mio paese, ora evo solo restare concentrato sul Mondiale». Comunque «conosco bene Mourinho per averlo sfidato molto spesso in Italia - aggiunge il serbo -. Sapere che ha un interesse per me è una grande notizia, mi piacerebbe che un giorno fosse il mio allenatore. Non so se avverrà ora, nella prossima stagione o quando, ma sono sicuro che prima o poi lavorerò ai suoi ordini».
Gente che lascia la capitale (in settimana è toccato a Baronio, tesserato dal Bologna), campioni o pseudotali avvicinati alla Lazio. Bogliacino è uno di questi, ma a via di Santa Cornelia potrebbe far capolino anche un cavallo di ritorno come Massimo Oddo, terzino pronto a sopperire la probabile partenza di Lichtsteiner e che presumibilmente sarà scambiato con Brocchi, centrocampista che nella Milano rossonera tornerebbe più che volentieri. Poi Carrizo, portiere triste che gradirebbe tornare in Sudamerica. E Martinez, gioiello etneo per il quale viene chiesta una cifra folle, almeno per gli intenti di Lotito. Neanche a dirlo, tutto ruota attorno al signor Claudio, compreso il futuro di Matuzalem, Ledesma e Diakité. Chiusura di sipario sulle nuove maglie, che saranno presentate l’8 luglio a Formello, e sull’ipotesi-Gerolin. Il prossimo anno ci saranno tre nuove divise oltre a quella per i 110 anni, che però non sarà più la prima casacca. L’ex centrocampista romanista invece, oggi apprezzato manager del Siena (ha un contratto fino al 2012) è l’ultima idea lotitiana per ricoprire il ruolo di direttore sportivo del club. L’ultimo d’una nutrita schiera di colletti bianchi cui hanno fatto parte Lo Monaco, Berta, Angelozzi, Nani e, seppur per incarichi diversi, l’ex portiere Angelo Peruzzi. Pare un'eresia scriverlo, ma a volte diventa difficile perfino assoldare un direttore sportivo.

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