Cronache

Kylie, Meghan, Mike. Ora influencer e tv ispirano i nomi di Fido

Dai figli dei vip alle serie in onda: ecco chi suggerisce come battezzare i propri cani

Kylie, Meghan, Mike. Ora influencer e tv ispirano i nomi di Fido

C'erano una volta Fido, Rex, Black: nomi solidi, che individuavano a colpo sicuro il componente di famiglia a quattro zampe. Poi la gamma si è ampliata, quasi a dismisura. E come i nomi degli umani ha preso a seguire mode e ossessioni dell'epoca corrente. Lo dimostra il report sui nomi di cani più diffusi nel 2019 realizzato da Rover.com, rete mondiale di pet sitter e dog walker, che ha analizzato i dati di oltre due milioni di cani in tutto il mondo. Stilando una «top 100» al maschile e femminile. Si scopre quindi che molte delle new entry si ispirano alle serie tv più amate.

Come i protagonisti di Stranger Things Joyce (+400 per cento rispetto al 2018), Mike (+111 per cento) e Dustin (+100 per cento). O de La casa di carta: Tokyo è in crescita del 167 per cento mentre i personaggi di Trono di Spade, forse perché un po' più astrusi, sono cresciuti di meno: Khaleesi del 75 per cento e Brienne del 50 per cento mentre Lady, il nome della fedele compagna a quattro zampe di Sansa, del 63 per cento.

Non potevano mancare le celebrities - attori, influencer o musicisti - spesso presenti sui social in compagnia dei loro beniamini. Esercitano una triplice influenza: direttamente con il loro nome, con quello dei loro animali ma anche dei loro figli. Qualche esempio? In cima alla classifica dei nomi canini più diffusi in Italia troviamo Mia, come la figlia di Alessia Marcuzzi e Francesco Facchinetti, seguita da Luna, il nome di una delle figlie di Raoul Bova e Rocio Morales. Precedono Kira, Maya, Zoe, Jack, Lucky, Leo, Lola e Oliver.

In primo piano anche le sorelle Kardashian, influencer ante litteram tornate da poco su Sky: il nome Kylie ha registrato un incremento del 600 per cento e Kim del 296 per cento. Mentre un grande classico come la famiglia reale piazza Meghan (+100 per cento) che batte la cognata - rivale Kate, ferma all'84 per cento. Le sorelle Ferragni lasciano traccia con i rispettivi cani, Matilda e Pablo, che in Italia hanno diversi omonimi (ma in questo caso c'è da dire che sono nomi piuttosto classici).

Probabilmente per gratificare i più piccoli si ricorre poi ai cartoni animati del momento, e dunque spicca il grande ritorno di Dumbo e Mary (da Mary Poppins) mentre Simba e Nala sono stabili tra i primi 50 nomi più diffusi in assoluto. Meno gettonato il Pongo della Carica dei 101.

La ben nota ossessione per il cibo degli italiani ha travolto anche gli amici a quattro zampe: in cima alla classifica dei nomi «alimentari» svettano Mela e Muffin ma incalzano Cacao, Menta e soprattutto Panna. E non mancano i nomi «alcolici» come Spritz, Mojito e Gin. Che si aggiungono ai grandi classici Brandy, Rum, Birra, Whiskey, Scotch e Champagne.

Sembra insomma che il nome dato al pet sia la cartina al tornasole dei propri interessi e passioni, quasi un manifesto da sfoggiare al parchetto o con gli amici. Come a dire, questo è ciò che seguo, o che mi piace. Ma è proprio giusto che sia così?

In realtà la scelta del nome di un animale è tutt'altro che neutra. Ci sono suoni ad esempio che il cane percepisce più chiaramente e che quindi agevolano il richiamo e l'allenamento. Veterinari e addestratori che si occupano del comportamento canino consigliano di attenersi a suoni corti e spezzati di una, massimo due sillabe. Ancora meglio poi se si utilizzano suono duri, come K, piuttosto che i sibilanti come sc o z, perché «saltano fuori» dal rumore di fondo e sono percepiti più chiaramente anche dal prodigioso udito canino (com'è noto assai più esteso del nostro e dunque, presumibilmente, ancora più disturbato).

Da evitare infine suoni che potrebbero essere confusi con un comando, come Sasha con lascia. Ed è una buona idea anche evitare i più diffusi, che ingenererebbero confusione al parco. Ma anche quelli dettati da mode passeggeri: voi e il vostro cane dovrete portarli (e sopportarli in certi casi) presumibilmente per un decennio e anche più. Si accettano scommesse su chi tra 10 anni si ricorderà ancora chi è Brienne...

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