L’addio della Folgore ai suoi ragazzi

Roma A casa. E questa volta per sempre. I corpi dei sei parà della Folgore hanno lasciato per l’ultima volta Kabul ieri pomeriggio, quando in Italia erano da poco passate le 15. A salutarli non come eroi o martiri ma come amici e fratelli gli altri soldati, con i vertici della Brigata e il cappellano militare che ha officiato il rito di commiato. Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Gian Domenico Pistonami, Massimiliano Randino e Roberto Valente hanno volato per tutta la notte con due brevi scali ad Abu Dhabi e Cipro per arrivare questa mattina alle 9,30 a Ciampino. Quando tornavano dall’Afghanistan per le loro licenze ad aspettarli le madri, le mogli, i figli, gli amici. Ci saranno tutti anche questa volta. La madre di Matteo Mureddu, Greca, che da quando il figlio è morto stringe in mano una sua foto. E pure il figlio di Antonio Fortunato, sette anni appena. Questa volta però li aspetta pure un intero Paese. Certamente non quello delle scritte e degli insulti apparsi in Internet o sui muri in qualche città. Li aspetta il Paese. Non solo quello delle istituzioni e delle massime cariche dello Stato, tutte presenti: Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e i ministri del governo. Ma anche quel Paese fatto di gente misurata e rispettosa, che si fa fatica a credere che esista ancora ma che invece si è già vista rendere omaggio al Sacrario dei caduti dell’esercito a Roma, dove sono state esposte le foto dei militari uccisi, e alla Caserma Bandini di Siena dove vengono lasciati fiori e messaggi. Questo Paese potrà salutare i sei parà prima nella camera ardente allestita al Policlinico Militare del Celio che verrà aperta nel primo pomeriggio. Poi ancora nella Basilica di San Paolo fuori le mura per le esequie solenni, fissate per domani alle 11, che culmineranno con l’omaggio delle Frecce Tricolori che sorvoleranno l’area della Basilica lasciando la tradizionale scia bianca, rossa e verde. Tre colori che accompagneranno tutto il percorso che va dal Celio a San Paolo. Il Comune esporrà 2500 bandiere per volere del sindaco Gianni Alemanno che chiede anche a tutti i cittadini romani di esporre il tricolore alla finestra. Rai, Mediaset e Sky seguiranno in diretta tutta la cerimonia.
Sono volati verso casa anche i quattro militari feriti nell’attentato terroristico. Felice Calandriello, Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono sono atterrati in nottata a Fiumicino. Alla moglie Anna il caporalmaggiore Buono aveva già ieri raccontato per telefono nuovi particolari dell’attentato. Subito dopo l’esplosione, mentre ancora si trovava sotto le lamiere, Buono racconta di aver risposto al fuoco contro alcuni uomini che sparavano addosso ai militari coinvolti nell’attentato che è costato la vita pure ad una decina di civili. Soltanto otto, dice il governo afgano. Ma fonti militari afgane che si trovavano sul posto parlano invece di 15 vittime tra cui alcuni bambini.