L’astro inglese Daniel Harding e l’Orchestra della Radio Svedese

Prosegue la programmazione del festival MiTo: un minestrone (nell’accezione gastronomica del termine, quindi lombarda, quindi gustosa, quindi positiva) i cui ingredienti, a volte, si fa fatica a identificare ma che poi, nell’insieme, garantiscono il risultato. E’ il caso di stasera, con uno dei cosiddetti «appuntamenti da non perdere». Parliamo del concerto al Conservatorio (ore 21) dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, condotta dall’abile «bacchetta» di Daniel Harding, inglese di Oxford del 1975, già considerato uno di quelli che lasciano il segno. Il curriculum, per ora, gli dà ragione: Dal 1997 al 2000 è stato direttore musicale della Trondheim Symphony Orchestra, dal 1999 1l 2003 della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e, fino al 2003, della Mahler Chamber Orchestra. Nel 2004 è stato nominato direttore ospite principale della London Symphony Orchestra e, dal 2007, è alla guida della compagine orchestrale svedese. Denso il programma della serata: si parte con la wagneriana Tristano e Isotta (Preludio e Morte di Isotta), per proseguire con La morte di Cleopatra di Berlioz, ospite il mezzosoprano Michelle DeYoung (in sostituzione dell’indisposta Lisa Milne), per concludere con la Sinfonia n. 1 Titano di Mahler. Al Piccolo Teatro Studio (ore 21), prima esecuzione italiana di Hanjo, opera in un atto di Toshio Hosokawa, con Johannes Debus sul podio.

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