L’avventura di quelli che volevano cambiare il mondo

C'è chi ci crede e chi non ci crede. Poi c'è chi raggiunge risultati. L'impegno, il sociale, la causa ambientale, la responsabilità collettiva, il futuro del pianeta. Parole meravigliose, ma il cerchio deve chiudersi di nuovo sull'impegno, altrimenti i conti, economici ma soprattutto umani, non tornano mai. Commitment. When the world must come together as one (Electa), il volume presentato ieri sera a Milano in un evento certamente esclusivo (ma che da oggi potete trovare in tutte le librerie e soprattutto in quantità industriale nelle vetrine del Napapjiri Gallery Store) è una specie di agenda fotografica di chi gli impegni se li è presi e rispettati. Memoria, la fondazione milanese creata da Martina Mondadori, Carlo Mazzoni e Ottavia Landi, ha avuto l'idea e Napapjiri ed Electa si sono impegnati a sostenerla: cento personaggi che «facendo proprie le emergenze che contraddistinguono la nostra società, ne hanno portato avanti la causa sensibilizzando l'opinione pubblica», spiega proprio Martina Mondadori. Il volume, in italiano e inglese, contiene una serie di scatti - 25 tra questi saranno in mostra allo showroom Napapjiri (via Manzoni 34) - che emanano straordinaria vitalità: l'intera sequenza fotografica di ritratti dei grandi del nostro tempo è dinamica, energetica, emotiva e insieme «normale»: presidenti, star del cinema e della musica, principesse, scienziati, magnati hanno gli stessi sguardi appassionati che abbiamo noi, quando ce la mettiamo tutta per riempire di senso la vita. George Clooney e Barack Obama sono due vecchi amici a cena davanti a un buon bicchiere, non ci fosse tra loro un microfono, non ci fosse sotto di loro una bella frase di Benazhir Bhutto sull'impegno dei leader, che ricorda quanto la battaglia per i diritti umani a molti sarà invisa per sempre. Bono e Bill Gates, due compagni di scuola che si ritrovano per parlare di passato e futuro; Sting e Jovanotti due ragazzini che si prendono in giro. Perché l'impegno alleggerisce gli animi, sana le divisioni, mantiene equilibri e dunque porta anche sorrisi, e luce. Ma ci sono anche le foto dell'istante in cui l'utopia rompe le catene del raziocinio e ci conquista: Claudio Abbado che converte i cuori a suon di musica, Giovanni Falcone che li trapassa con il dubbio, Noam Chomsky che li folgora con l'intuizione, Elie Wiesel che li scuote con la memoria, lady Diana che li sfiora con la pietà, Bob Dylan che li incanta col talento, Bob Kennedy che li esalta con un messaggio di speranza. Ogni immagine è completata da un breve ritratto che sottolinea l'impegno di ciascuno per i diritti civili, per l'ambiente, per combattere la segregazione razziale, per la ricerca scientifica, per cancellare il debito del Terzo Mondo, per la pace in Medio Oriente. Una causa dopo l'altra, un nome dopo l'altro: «alcuni meno famosi ma non per questo meno importanti», sottolinea Martino Scabbia Guerrini per Napapjiri. Nel volume anche la filosofica introduzione di Aldo Colonnetti sull'impegno come capacità di «andare al di là della tenerezza» scriveva Hegel «per approdare alla consapevolezza che la società è composta da individui simili». Un capitolo dedicato all'impegno del Team La Venta, che, supportato da Napapijri, esplora gli ambienti naturali più a rischio del pianeta. L'ultimo sul cambiamento climatico dei poli, con un contributo del fotografo Sebastian Copeland. Sarà per i contenuti, ma un po' anche per lo stile - curato ma accessibile, semplicemente «umano» - che ci pare di avere tra le mani un libro finalmente lontano dalla polvere e dalla retorica di chi ci crede e di chi non ci crede. Un libro-impegno, pensato da chi raggiunge risultati.