L’INTERVISTA ANDREA RONCHI

RomaMinistro Ronchi, l’aspirante kamikaze alla caserma di Milano è un gesto isolato di un pazzo o un episodio di un disegno più pericoloso?
«Non dobbiamo né enfatizzare l’accaduto né sottovalutarlo. Certo le ultime notizie...».
A cosa allude?
«All’arresto di due presunti complici e al sequestro di 40 chili di nitrato d’ammonio, necessario per la fabbricazione di esplosivo».
Piccole prove di jihad?
«Lasciamo lavorare i magistrati, le forze dell’ordine e dell’intelligence. Certo, quello che è successo ci impone di non abbassare la guardia».
Siamo sotto attacco?
«Di sicuro c’è un fiume carsico che può crearci grossi problemi».
Come si fa a impedire che emerga?
«Con prevenzione e repressione. Ma soprattutto smettendo di essere politicamente corretti nei confronti del fondamentalismo».
Cominci.
«Dobbiamo riconoscere che il problema sono le moschee».
E come si affronta?
«Dicendo basta al far west delle moschee combattendo su tre fronti».
Il primo?
«Trasparenza. Dobbiamo sapere tutto sui loro bilanci. Chi li finanzia? Chi finanziano?».
Secondo?
«Serve un albo degli imam. Possiamo sapere quanti sono? Chi sono? Dove si formano? Cosa dicono?».
La accuseranno di voler uccidere la multireligiosità.
«Sbagliando. Io sono per la libertà di culto ma occorre trasparenza. Sono gli stessi imam moderati che lo chiedono».
Terzo fronte?
«Referendum per la costruzione di nuove moschee».
Fa il verso alla Lega?
«Veramente la mia è una proposta e una battaglia di anni fa. Se lo ricorda il caso Bologna? Anche grazie ad An il sindaco di Bologna bloccò la costruzione di una nuova moschea per dare la parola ai cittadini».
Insomma, pugno più duro?
«Aiuto e dialogo nei confronti dell’islam moderato, penso al Coreis di Pallavicini, e lotta dura senza se e senza ma al fondamentalismo e ai tanti fiancheggiatori».
Che sarebbero?
«Le tante organizzazioni che direttamente o indirettamente appoggiano l’estremismo».
Qualche nome?
«Non ho timore di dire che con organizzazioni come l’Ucoii non si può trattare né dialogare».
L’Unione delle comunità islamiche in Italia?
«Esatto. Mi hanno pure denunciato. Ma ribadisco: fermezza contro chi nega persino l’esistenza di Israele».
Controllo ferreo sulle moschee e sponde ai musulmani moderati. Poi?
«Più coraggio di alzare il tono contro chi predica odio. Oscurerei anche i siti internet dove si inneggia alla jihad».
Nelle ultime settimane si sono risentiti gli appelli attribuibili a Bin Laden. C’è una possibile connessione con quanto accaduto a Milano?
«Saranno gli inquirenti a capire eventuali collegamenti. Certo, il terrorismo sta alzando il tono dello scontro».
Specie quando annusa aria di ritiro dei nostri soldati dall’Afghanistan?
«Ogni crepa mostrata su quel fronte è un vantaggio per il terrorismo. Siamo in un’alleanza, siamo in Afghanistan per sostenere la democrazia, costruire ponti e strade e non per fare la guerra».
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