L’INTERVISTA FABRIZIO CICCHITTO

L’INTERVISTA  FABRIZIO CICCHITTO

RomaOnorevole Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, le dichiarazioni di Bossi increspano le acque della maggioranza?
«Dobbiamo stare al punto e non farci prendere da un agosto che viene riempito di parole e non di fatti. C’è una via maestra: il consolidamento della maggioranza. In secondo luogo, ci sono le regionali e là sono possibili articolazioni che amplino lo schieramento della maggioranza. Su questo discorso, come ha detto Bondi al Giornale, un ragionamento con l’Udc è possibile e auspicabile».
Bossi non sembra pensarla allo stesso modo.
«Lo ricordo a me stesso e a Bossi: l’Udc ha partecipato al governo della Lombardia e del Veneto anche con la Lega senza particolari problemi. Non si deve dimenticare che l’Udc ha un elettorato assai simile a quello del Pdl e che in Europa è nel Ppe insieme a noi».
E le rivendicazioni leghiste sulle presidenze al Nord?
«È un ragionamento che si farà in autunno. È ipotizzabile una presidenza della Lega in una delle tre Regioni, in particolare il Piemonte. La Lega è bravissima nella contrattazione e comunque il discorso va affrontato con cautela considerato che sia Formigoni che Galan hanno governato bene le loro Regioni e hanno un forte legame con le rispettive realtà sociali».
L’Udc vuole un Pdl senza Lega e un Pd senza Idv.
«La Lega è un nuovo soggetto politico che ha un forte insediamento al Nord. Di Pietro è l’ala reazionaria, violenta e volgare del sistema politico. Come con amicizia dico a Bossi che la sua contrapposizione all’Udc è forzata così vien da dire a Casini che equiparare Lega e Idv non sta in piedi».
E l’ipotesi di Galan sostenuto da Pd e Udc?
«È fantapolitica».
Le proposte della Lega dalle «gabbie salariali» alle bandiere non sempre vengono ben recepite nel Pdl come ha dimostrato il ministro La Russa.
«Il primo obiettivo è il mantenimento della maggioranza. Qualunque osservazione va presa in considerazione, evidentemente con un confronto franco e serrato sui contenuti, specie quando non sono condivisibili. Le bandiere sono una forzatura mediatica non accettabile. Il tema della contrattazione è stato sviscerato e chiarito da Berlusconi e Sacconi».
Alla ripresa il Pdl dovrà fare il punto della situazione?
«Senza dubbio. Abbiamo varie questioni da esaminare: dal Sud alla politica economica, dalla cittadinanza al testamento biologico. I tre reggenti e Berlusconi devono riunire gli organismi dirigenti in modo che lavorino a regime. Il partito è fatto di sedi collegiali dove le sensibilità si confrontano ed eventualmente si vota».

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