L’Italia contro gli americani fa il test anti Irlanda

NelsonTranquilli, non si gioca con i professionisti dell’Nfl. Il rugby negli States è ancora un parente povero dello sport “pro” nella terra dello zio Sam. Le culle sono ad Aspen, nel Colorado, oppure in California, passando per la decaduta Dallas che ancora ricorda il piede dello Springbok Naas Botha che il sabato vestiva la maglia numero 10 degli Harlequins e la domenica faceva il kicker con i Dallas Cowboys. Il nostro primo faccia a faccia con le Eagles è del 1991, proprio ai mondiali. Il campo era quello di Otley, vincemmo 30 a 9 e il ricordo di quella sfida è legato alla meta dell’indimenticato Ivan Francescato. Gli americani li abbiamo incontrati anche a Biella nel 2004, finì 43 a 25 e non fu propriamente una passeggiata. Sono migliorati, ma restano comunque lontani dal nostro livello. Per quello che conta lo dice il ranking mondiale, decima l’Italia, diciassettesimi gli States. Differenza confermata anche dal campo.
Per gli azzurri diventa così un perfetto trampolino di lancio verso la sfida che conta, quella di Dunedin con l’Irlanda. La vittoria della squadra di Declan Kidney contro l’Australia cambia in parte anche la strategia azzurra. Devono vincere i ragazzi di Mallett e farlo con 4 mete e il relativo punto di bonus per arrivare all’Otago Stadium con una prospettiva più o meno concreta di qualificazione. Intanto, per domani (si giocherà alle 8.30 italiane, diretta Sky 204) al Trafalgar Park di Nelson, la formazione somiglia molto a una prima scelta. Con l’eccezione di Barbieri, tenuto a riposo, Mallett manda in campo gli uomini migliori. Torna Castrogiovanni in prima linea nella configurazione classica con Ghiraldini e Perugini e una terza linea tra le più collaudate di sempre con Parisse, Zanni e Mauro Bergamasco. In mediana Semenzato e Orquera, nella cerniera dei centri Canale e Garcia , mentre il triangolo arretrato riporta Benvenuti all’ala con Mirco Bergamasco e Masi ad estremo.
Intanto sul mondiale che supera il giro di boa brilla su tutte la stella nera degli All Blacks, autentica macchina da guerra. Un altro pianeta rispetto al resto delle grandi. Bene anche l’Inghilterra, mentre il Sudafrica passeggia sul velluto dopo aver sofferto nel match d’apertura contro il Galles. L’Argentina ha battuto di un soffio (13-12) la Scozia. A dirla tutta, l’altra stella che avrebbe dovuto brillare sarebbe stata quella australiana. Ma la sconfitta con l’Irlanda le ha scombinato i piani. Speriamo che quella partita non scombini anche i piani degli azzurri.

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