L’orgoglio di Bertolaso: "È la pagina più bella nella storia del Paese"

Il capo della Protezione civile, regista del summit, esalta il «gioco di squadra». Gli aquilani? «Non resteranno soli»

L’orgoglio di Bertolaso: "È la pagina più bella nella storia del Paese"

Roma Finora ha mantenuto un profilo basso, lasciando tutta la scena a Berlusconi e agli altri Grandi del G8. Ma adesso è il momento di Guido Bertolaso, per il bilancio organizzativo dell’evento internazionale. E lui esprime l’orgoglio per risultati «ben al di là delle previsioni».
Il Capo della Protezione civile racconta che il presidente americano, Barack Obama, gli ha detto: «Succede in tutto il mondo che subito dopo una tragedia tutti arrivano e promettono, poi dopo qualche settimana tutti si dimenticano. Venendo all’Aquila e vedendo come avete organizzato, ho capito che qui non finirà così: ce la farete a ricostruire la città».
A questo successo, sottolinea Bertolaso, si è lavorato per il «popolo aquilano e abruzzese, per il nostro Paese», non certo «per una persona o per un mandato politico». Dice che l’Italia ha dimostrato di poter gestire in contemporanea più situazioni complesse: il G8 e l’emergenza terremoto. «Questa è la più bella pagina della storia del nostro Paese».
C’erano oltre 20mila persone in questi 2 giorni e mezzo e non si è verificato un incidente, nemmeno nella manifestazione dell’ultimo giorno del vertice, sottolinea Bertolaso. Così, per la prima volta, i giornali si sono occupati dei contenuti del G8 e non dei disordini attorno.
La scelta di spostare tutto in Abruzzo dalla Maddalena si è rivelata giusta, anche considerato il forte maestrale e il mare agitato che avrebbe gettato l’isola nel «caos». Insomma, «è stata una scommessa che abbiamo vinto». Tutto grazie al «gioco di squadra» tra le istituzioni, una squadra «strepitosa».
Il Capo della Protezione Civile fa poi un annuncio concreto e molto atteso: il premier ha firmato l’ordinanza per il recupero delle case più lesionate e sarà lo stesso Berlusconi a presentare il provvedimento la prossima settimana. «Verrà a L’Aquila - dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio- anche per inaugurare i primi alloggi e poi continuerà a venire per controllare di persona i lavori».
Nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito, dove aquilani e turisti ora fanno la fila per vedere le camere dei vip, Bertolaso spiega che per discutere sull’uso della struttura dopo il G8 incontrerà la prossima settimana il comandante generale della Guardia di Finanza: «Rientreranno gli allievi finanzieri, saranno ospitate altre sedi istituzionali e parte degli alloggi, se necessario, saranno assegnati a sfollati delle tende».
Tutto si muove per tornare alla normalità. E il capo della Protezione Civile parla ancora del suo colloquio privato con Obama: lo ringrazia di essere venuto a dormire due notti nel capoluogo abruzzese, anche perchè ciò consente alla Protezione civile « da un lato di dimostrare a tutti che l’Aquila, al di là delle scosse, è una città che si può riaprire e dall’altro che l’Abruzzo è una terra bellissima e sicura».
Quello che si è appena chiuso è stato un summit «made in Abruzzo, più che made in Italy», per Bertolaso, una vetrina per la regione. Cita la scuola abruzzese dei cuochi di Villa Santa Maria, che ha cucinato per i Grandi. E l’aeroporto di Preturo, che per 50 ore è stato «l’aeroporto più importante del mondo», con l’elicottero di Obama e quelli che hanno portato in giro i 20 big della terra, «senza un problema, senza un ritardo, senza un equivoco». A settembre, il logo del G8 con la firma che hanno messo tutti i Capi di Stato durante la cena di gala, sarà messo all’asta, insieme a cimeli e regali, ad una Ducati da corsa, ad alcuni cappellini firmati dai Grandi. Il ricavato, naturalmente, servirà alla ricostruzione.
Il G8 è stato anche la prova che non si sono spente le telecamere sulle zone colpite dal sisma dopo le prime settimane. «Gli aquilani - garantisce Bertolaso - non rimarranno soli».

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