L’ospedale da campo tricolore che salverà 150 vite ogni giorno

È operativo da ieri l’ospedale da campo italiano allestito a Port-au-Prince. La struttura della Protezione civile è stata trasportata nella Capitale haitiana da un C-130 dell’Aeronautica Militare. A regime sarà in grado di trattare 150 pazienti al giorno.
Complessivamente, dall’Italia sono state inviate 11 tonnellate di materiale tra cui cinque tende pneumatiche, un’intera sala operatoria, apparecchiature medico strumentali, scorte di medicinali e acqua potabile. La struttura sanitaria è stata sistemata dagli uomini della Protezione Civile nel compound dell’ospedale pediatrico Saint Damien - a pochi chilometri dall’aeroporto di Port-au-Prince - dove opera l’ong «Nph-Fondazione Rava».
In attesa che l’ospedale venga ulteriormente potenziato, i venti medici ed infermieri italiani del reparto di chirurgia d’urgenza di Pisa sono in attività presso il nosocomio pediatrico che, in questi giorni di grande emergenza, funziona anche per gli altri pazienti. I medici sono pronti a coprire tutte le 24 ore con due turni. Secondo quanto riportano fonti del team italiano, i traumi sono le patologie più diffuse; e tanti i casi di cancrena per i quali ci sarà bisogno di amputare gli arti. In città l’acqua comincia a scarseggiare, ma l’ospedale italiano è dotato di pozzo, pompe, cisterna e acqua corrente e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare anche un potabilizzatore, oltre a scorte di sangue.
L’ospedale pediatrico è una palazzina coloniale a due piani, con un giardino e un patio centrale. I feriti, soprattutto bambini, sono assiepati ovunque: lungo i corridoi, ma anche nel giardino. Al cancello si accalcano decine di madri con in braccio bimbi feriti, qualcuno chiede notizie dei propri cari.
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